Cassano, Aristofane e Gli uccelli “Con Armonia nel territorio”

Cittadinanza attiva delle associazioni in rete coordinate dall’ODV Insieme e coadiuvate dall’Associazione il Samaritano di Cassano

La regista Imma Guarasci

Lunedì 13 Giugno ore 18.00 Teatro Comunale – CASSANO ALL’IONIO (CS)

page1-381px-Gli_ucelli.djvuCi sono drammaturghi intramontabili ed opere teatrali sempre al passo con i tempi. Nonostante siano trascorsi ormai 2430 anni e circa 25 secoli dalla prima messa in scena de “Gli Uccelli”, commedia di Aristofane, oggi straordinariamente attuale.

L’eccezionalità del teatro consiste nel rispecchiamento di vizi e virtù degli uomini di ogni tempo e di tutte le civiltà; in particolar modo Aristofane attraverso la sua ironia, le metafore adoperate, la scelta delle tematiche affrontate, risulta essere precursore dei tempi e “vox populi – vox dei” di un messaggio metaforicamente politico legato all’idea di “Città ideale” e “cittadinanza attiva”. Il termine Politica deriva etimologicamente dall’aggettivo greco πολιτικός, a sua volta derivato da πόλις, città. Era il termine in uso per designare ciò che appartiene alla dimensione della vita comune, dunque allo Stato (πόλις) e al cittadino  (πολίτης).

La commedia di Aristofane “Gli uccelli”  è stata scelta, difatti, come drammaturgia ideale per l’allestimento dell’esito di laboratorio teatrale, condotto nella città di Cassano allo Ionio (CS), proprio perché rispecchia, “in toto” gli obiettivi del progetto denominato “Con Armonia nel  territorio”; in essa è già presenza quell’idea di “Cittadinanza attiva” che è uno degli obiettivi delle associazioni in rete, coordinate  dall’ODV Insieme e coadiuvate dall’Associazione il Samaritano di Cassano.

La conduzione del laboratorio teatro/video, l’allestimento degli esiti performativi di laboratorio e la Regia degli spettacoli, sono stati curati, fin nei minimi particolari dall’associazione culturale e teatrale “Maschera e Volto” ed in particolar modo dalla Regista Imma Guarasci. Attraverso lo studio analitico dei testi teatrali,  ed attraverso lo studio storico dell’arte della ceramica e della pittura vascolare, giunta fino ai nostri giorni, si è tentati di ricostruire i modelli ed i colori dei costumi, le acconciature dei personaggi, gli oggetti di scena,  le scenografie, le macchine di scena, gli strumenti musicali utilizzati ai tempi di Aristofane, inoltre ci si è  avvalsi per la messinscena dello spettacolo, della collaborazione e del patrocinio volontagli uccellirio di diverse competenze artistiche e tecniche (costumista, musicista, scenografo e tecnico).

Gli uccelli (in greco antico: Ὄρνιθες, Órnithes) è il titolo di una commedia dell’autore greco Aristofane, messa in scena per la prima volta nel 414 a.C., nel corso delle feste denominate l Grandi Dionisie o Dionisiache che si svolgevano ad Atene nel mese di Elafebolione (marzo-aprile).”Gli uccelli” viene oggi considerata un’opera che sbriglia liberamente la fantasia, anche grazie alla presenza di uccelli parlanti che accentuano il tono favolistico della storia. L’opera non prende di mira alcun personaggio della Atene di quei tempi, né alcun problema sociale, presenta però una delle trame più immaginifiche e sapientemente strutturate di tutto il teatro di Aristofane, raccontata con uno stile elegante e con canti corali di grande afflato lirico.

Trama: Due Ateniesi, Pisètero ed Evèlpide, disgustati dal comportamento dei loro concittadini, decidono di lasciare la città per cercarne un’altra dove poter vivere in pace. Si recano dunque da Úpupa, che poi trasformato in uccello dagli dei e propongono di fondare insieme agli uccelli una città nel cielo chiamata Nubibagiania (in greco Νεφελοκοκκυγία, Nephelokokkygía). Gli uccelli sono inizialmente ostili all’idea, poiché non si fidano di nessun uomo ma le loro diffidenze vengono superate e cominciano i lavori.

uccI due uomini e gli uccelli si rendono ben presto conto che Nubibagiania è in una posizione molto favorevole, poiché è nel cielo, a metà strada tra gli dei e gli uomini. Gli uccelli dichiarano allora guerra agli dei, ed intercettando i fumi dei sacrifici offerti dagli uomini, riducono gli dei stessi alla fame. Al contempo, gli uomini accettano di venerare gli uccelli come le loro nuove divinità. Pistetero scaccia dalla città, insieme ad alcuni intrusi, una prima messaggera degli dei, Iride; arriva così una seconda ambasciata formata da Nettuno ed Ercole. Essi però non possono che accettare le condizioni dettate da Pistetero: gli uccelli diverranno gli esecutori del potere divino tra gli uomini, mentre Pistetero sarà nominato successore di Zeus e diventerà sposo di Regina, la donna depositaria dei fulmini del padre degli dei. Pistetero e gli uccelli ottengono così il potere e la commedia si conclude con la celebrazione delle nozze tra Pistetero e Regina.

 Il coro degli uccelli

I cori delle commedie di Aristofane sono in genere formati da 24 coreuti tutti mascherati e truccati allo stesso modo. Il coro degli Uccelli è invece assai variopinto, poiché ogni coreuta rappresenta un uccello diverso. La prima edizione dell’opera in lingua italiana venne pubblicata a Venezia nel 1545. Nell’opera viene fornito l’elenco dei 24 uccelli rappresentati dal coro: la pernice, il francolino, il fischione, il martin pescatore, il passero, la civetta, la ghiandaia, la tortora, l’allodola, la cannaiola, la monachella, il colombo, il grifone, lo sparviere, il colombaccio, il cuculo, la pettegola, il fiorrancino, il pollo sultano, il gheppio, il tuffetto, lo zigolo, il gipeto e il picchio. Un venticinquesimo uccello appare invece tra i personaggi: l’upupa.

Note di regia a cura di  Imma Guarasci –   Associazione culturale e teatrale “Maschera e Volto”

locandina cassano BUONA

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Lucia De Cicco
CircaLucia De Cicco

Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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