“Dalla mia vita alla vostra”, per il decimo anniversario della morte di don Luigi Giussani

La dottoressa Antonietta Greco, la nostra guida, ci inoltra allo sguardo innamorato dell’uomo Giussani

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13332963_10208458583439296_5988834090669191888_nOgni anno Comunione e liberazione allestisce una mostra fotografica a tema nelle varie chiese, stiamo parlando del gruppo che s13312830_10208458589999460_4796286778108971094_ni trova nel cosentino. Quest’anno è toccato alla Chiesa di San Domenico ospitare la mostra su don Luigi Giussani, fondatore del Movimento. La chiesa è di una bellezza strepitosa una cupola la svetta verso le basi del castello di Cosenza, da poco rimesso a nuovo dalla vecchia amministrazione, e descrive un verde ramato che si incastona come uno smeraldo nel centro storico. La mostra è stata allestita nella cappella situata sulla destra della navata in cui il SS Crocifisso troneggia. Una grande affluenza di persone, guidate da varie accompagnatrici del movimento.

Il mio gruppo è stato guidato da Antonietta, una persona che ha negli occhi quella luce che Giussani vedeva nell’incontro con l’altro, che legava le persone in Cristo.

“Dalla mia vita alla vostra”, pannelli che in occasione del decimo anniversario della morte del Sacerdote briansolo, ha ripercorso le tappe più importanti della sua vita. Attraverso scritti, parole e immagini, il cuore del messaggio del sacerdote Giussani anche insegnante di religione del liceo Berchet di Milano, nei primi anni 50, ha affascinato migliaia di giovani con una proposta nuova di fede, dando vita a un movimento ecclesiale, oggi presente in 90 Paesi del mondo.

La mostra è stata visitabile da giovedì 12 a domenica 15 maggio. Quattordici i pannelli esposti, che hanno testimoniato al visitatore l’originalità del metodo con cui don Giussani ha proposto la Fede Cristiana: una forma di vita quotidiana, sempre pertinente alle sfide della vita. Nella chiusura del percorso/mostra un video, che ha riproposto in grandi linee il suo pensiero e le sue principali tappe nel movimento, che oggi è affidato al sacerdote Juliàn Carròn.

La dottoressa Antonietta Greco, la nostra guida, ci inoltra allo sguardo innamorato dell’uomo Giussani ma, anche sguardo riflessivo nel guardare alle cose. La sua è una fiamma ardente che lo percorre e divampa in un periodo, riprende la nostra guida, in cui tutto diventa difficile e d’aridità spirituale, ed è per questo che dobbiamo preoccuparci di trovare l’occasione per incontrare Cris13319702_10208458580519223_6341248276035957000_nto, perché è in quei momenti che Cristo ci indica la strada, attraverso le persone di fede. Giussani era una di quelle, che ha speranza in ciò che ancora non è tutto perso. E come lo fa, ciò è descritto nel percorso della sua produzione teologica letteraria. Riprende Antonietta: si mette in discussione, passando momenti di incertezza, di difficoltà e da cui è emerso aggrappandosi alla fede in Cristo. Lì dove tutto diventa possibile e riacquista importanza e significato.

La figura di Luigi Giussani quindi è “parlante” all’uomo anche come laico e non solo come sacerdote. Il percorso illustrato nei pannelli ha delle tappe significative della vita del Sacerdote brianzolo: 1957, missione promossa da Montini Arcivescovo, in cui si apriva una nuova tappa della Chiesa, quella educativa e caritativa. Nel 1971 l’esperienza milanese, segna la rinascita del Movimento con incontri importanti, con l’Umo Karol, Giovanni Paolo II, e tramite Lui, colui che diventerà Benedetto XVI papa, e vescovo oggi emerito della Città Vaticana. Incontri che segneranno positivamente la sua fede. Nel 1976 la partecipazione all’Assemblea degli studenti Universitari di CL, svolta decisiva per la nascita ufficiale del Movimento. 1998 “13327476_10208458598119663_4228865267548924446_nI Memores domini” associazione che verrà approvata dalla Santa Sede, privata ed universale e di cui Giussani ne sarà il fondatore e presidente a vita e sottoposta al controllo di Comunione e liberazione. Nel 2002 verrà ricevuto da Papa Giovanni Paolo II e, dai suoi scritti, numerosi. si comprende di come Giussani fornisca solo il metodo per avvicinarsi a Cristo senza imposizioni.

Nel 2005 ritorna alla Casa del Padre dalla sua abitazione milanese e l’omelia funebre venne tenuta da Joseph Aloisius Ratzinger (poi Benedetto XVI).

Dice Antonietta Greco, che la bellezza di ciò che ci circonda e la consapevolezza che siamo fatti da altra essenza, Cristo. Dopo l’incontro con lo stupore di Cristo ci giochiamo la nostra libertà di aderire o di non farlo.

Nella mostra pur essendoci un filo conduttore, pone al visitatore varie domande e le risposte vanno ricercate in questo percorso. La figura del Mendicante è la fig13335828_10208458594359569_145575068538835653_nura più preziosa a Dio, ed è ciò che persegue Giussani. Dio fra tanti poteva chiamare a sé solo i migliori, eppure vuole tutti e soprattutto il mendicante. È questo il cammino del discepolo, che seguendo Cristo diventa trasmettitore di ciò che ha incontrato, testimoni ognuno di loro, che hanno fatto quest’incontro di ciò che Cristo ha provocato nel percorso di vita.

(Servizio e foto) by Lucia De Cicco

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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