Dieci anni di poesia. A tu per tu con il poeta del Pollino

Mario De Rosa: la poesia deve andare sempre verso il prossimo e attraverso di lui realizzare quell’ unione con il divino

premio Prèvet

premio Prèvert

Abbiamo raggiunto il poeta del Pollino, Mario De Rosa, da 10 anni sul campo per la promozione della poesia, anche nel suo territorio, la bellissima Morano Calabro (CS), a nostro parere la più bella cittadina calabrese. Un’ora e mezza di salita nel centro storico fino al suo incantevole Castello da poco tornato alla sua magnificenza, con musei fantastici di conchiglie e farfalle rare, Museo del Nibbio. Un suo teatro, Auditorium comunale e un chiostro alla base del centro storico, San Bernardino, all’interno del quale vive la cultura di questi fantastici intellettuali, che procedono a volte silenti…Noi lo sappiamo la Calabria è troppo incentrata su altro, eppure credo che i nostri intellettuali non abbiano niente da invidiare a quelli di altre regioni, soprattutto, perché noi Calabresi abbiamo il cuore a fior di pelle e con tanta bellezza attorno è facile ‘partorire una stella’. Inoltre una curiosità: il dolce tipico è il “bucconotto”, la gente di Calabria fa km per poterlo gustare con i suoi fantastici ripieni ed è molto diffuso anche in molte famiglie della Città di Cosenza, oltre che nella vicina Mormanno.

Mario De Rosa. Dieci anni di poesia, come nasce questa passione?

Dieci anni di passione che nascono dall’amore per la letteratura, ma anche da una propensione caratteriale. Già a scuola amavo le materie umanistiche. E ancora oggi se ne ho la possibilità mi reco nelle scuole per parlare agli studenti di poesia.

Mario De Rosa

Mario De Rosa

 Il tuo modello poetico?

Poesia semplice, immediata. Anche se nel tempo si deve avviare un processo di conoscenza maggiore per ovviare alla difficoltà. a volte. di trovare l’espressione adatta per comunicare ciò che si sente. Ora posso affermare che la mia poesia è simbolismo, attraverso i simboli, infatti, riesco a esprimere i sentimenti e con tutte le sue forme retoriche. Non amo molto il verso costruito, ma mi affido molto di più al verso ibero, calandomi nel reale, vivendo il nostro tempo e il cammino degli umili.

Tante vittorie poetiche…

Sono i concorsi dove c’è l’incontro con gli altri poeti, amo partecipare alla festa della poesia. Jacques Prèvert è certo il concorso che ricordo tra i più piacevoli e a Milano, grande soddisfazione fuori regione. Cerco l’aggregazione, ma noto che soprattutto alle nostre latitudini, purtroppo c’è molta competizione. La poesia a mio parere dovrebbe portare il pensiero a esularsi dai fatti quotidiani, che possono essere anche importanti e difficili da vivere. Nella poesia io cerco la serenità, che mi porti a far affiorare il mio lato migliore anche parlando della quotidianità.

La tua produzione letteraria…

Miei libri: 1) Ali D’Inchiostro. 2) Canti del Pollino.3) T’Aricordisi? 4) Navigando Silenzi. 5) Il senso del moto. 6) Quel filo che anche al buio ti guida. (Solo il primo è Kimerik e l’ultimo Durso Edizioni, gli altri tutti Montedit). 7) Le nostre sere, tiratura limitata, dedicato a mia madre. Racconti, premiati: storici che riguardano, Il Nono cavaliere sulla conquista di Gerusalemme; Risorgimento, il Taglialegna.

Quale di questi testi hai sentito maggiormente?

Navigando Silenzi. Una silloge dedicata all’autismo, problematica, che riguarda la mia vita. In cui il rapporto diventa molto personale, ed è stato molto apprezzato dalla critica.

In questo periodo stai promuovendo un premio importante dedicato a un poeta particolarmente rispondente alla sua epoca. Jack Kerouac

Un poeta maledetto, forse, con la sua vita anche difficile. Ma, tuttavia, ha aperto delle strade di conoscenza e di aggregazione per il mondo giovanile. In questo poeta molti giovani hanno proiettato le loro ambizioni e suo malgrado. Basta guardare dal di dentro che cosa è stato Jack Kerouac e, a volte, certi atteggiamenti non sono altro che il prodotto di una società difficile. Ecco che il guardare a questi poeti deve essere diverso senza meraviglia, ma solo in modo culturale. La poesia non è possibile imprigionarla, sarebbe come dar compiuta definizione dello Spirito di Dio, quello va dove vuole e prende in ogni condizione l’uomo, dono e sensibilità, che serve per parlare a qualcuno che aspetta.

Che cosa pensi della poesia di denuncia?

Ultimamente ero in contatto con dei poeti amici che fanno Poesia Civile. Ma non sono d’accordo nel dare termini, per me la poesia è poesia, che può avere in sé una denuncia civile, come poteva essere la nascita di quella ermetica, che, a volte, poteva contenere dei versi che non fossero immediatamente comprensibili ai regimi. Di certo la poesia per essere tale deve andare sempre verso il prossimo, e attraverso di lui, realizzare quell’ unione con il divino.dieci anni di poesia

by Lucia De Cicco 

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

3 Commenti su Dieci anni di poesia. A tu per tu con il poeta del Pollino

  1. Grazie carissima Lucia,fai sempre di tutto e di più.Anche il tuo impegno per la cultura calabrese ti fa onore.

    Un abbraccio e grazie

  2. Ti ringrazio tanto Lucia per la tua intervista,sei sempre una cara amica e una brava giornalista.Purtroppo abitiamo una terra bellissima e disgraziata dal punto di vista culturale.Non parliamo poi di poesia, in questo borgo fatato, il sugo di caprone fa molto più effetto.Qui la gente non ama le cose aleatorie ci vuole vino e musica .Tutte cose buone d’accordo , ma meglio dare le perle a chi sa apprezzarle.Mi dispiace più per i bellissimi articoli ,il tuo e quello del Lametino,al massimo capiscono un po’ di demagogia raffazzonata alla meglio. Grazie Lucia , un abbraccio.

    • Lucia De Cicco Lucia De Cicco // 27 giugno 2016 a 15:39 // Rispondi

      Bellissime parole mi sono commossa, Hai ragione la nostra bella terra, la tua bella città, non devono restare riserve, solo l’unione poetica e la determinazione possono aiutarla. Grazie di cuore

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