Edificio Termale con i mosaici: CasaMatta

Nel corso degli anni ‘80, le ricerche subacquee hanno messo in evidenza un complesso di materiali archeologici come basi di colonne ioniche

E’ stato rinvenuto un monumentale complesso termale di età ellenistica, i cui resti sono già affiorati gradualmente, nel corso degli anni. Una struttura adiacente ad una casamatta, in cui sono stati ritrovati alcuni ambienti connessi tra loro, tra cui una sala circolare con alcune vasche. Poi, in epoche  più recenti, sono emersi: un vano con una piscina rettangolare, una stanza che, in base ai materiali rinvenuti e che ne attestano il crollo, doveva essere coperta da un soffitto stuccato nei colori bianco e rosso. Al suo interno un esteso mosaico di 25 mq, composto da più riquadri decorati con motivi floreali raffiguranti  draghi e delfini ;è uno dei pochi edifici termali di epoca greca, rinvenuti nel meridione. Il mosaico è venuto alla luce, al termine di una campagna di scavi avviata nel 1988 e che già nel 2012 aveva portato alla scoperta di un mosaico raffigurante un drago, un rosone e sei  riquadri con motivi floreali. Al termine dei lavori di pulizia, coordinati dall’archeologo Francesco  Cuteri, lo scorso anno, sono emersi nuovi riquadri che compongono la pavimentazione a mosaico, nella sala termale. I riquadri scoperti raffigurano un piccolo delfino , un nuovo drago ed un altro grande dterm 3elfino che fronteggia il drago scoperto nel 2012. L’ambiente è stato ribattezzato “La sala dei draghi e dei delfini“.  Altri rinvenimenti archeologici attestano , in questo luogo, la presenza di insediamenti  risalenti al periodo medio-geometrico tardo ( metà dell’8° secolo A.C. ).

Ritrovamenti  in fondo al mare:

Nel corso degli anni ‘80, le ricerche subacquee svoltesi  parallelamente a quelle eseguite a terra, hanno messo i
n evidenza  un complesso  di materiali archeologici. Si tratta di parti del fusto (rocchi) e delle basi di colonne ioniche scanalate, di blocchi squadrati, di varie dimensioni, di blocchi grezzi di cava, di bitte di ormeggio.

L’area su cui erano depositati i materiali, corrispondeva alla battigia dell’antica città di Kaulon, ora sommersa a causa dell’ingressione  marina. Per motivi di conservazione, alcuni materiali sono stati recuperati. Sono i resti monumentali di quattro colonne conservatesi  due, nella base e due nella parte alta dove si appoggiava il capitello (sommoscapo); queste ultime sono decorate con un fregio di palmette e fiori di loto. La cronologia è stata fissata agli anni compresi tra il 480 e il 470 A.C. per il confronto puntuale, sia per la tecnica costruttiva, sia per i motivi decorativi con il resto del tempio dorico rinvenuto da  Paolo Orsi , in contrada Marasà, a Locri.

Roma 1 maggio 2016         by Carmela Costanzo

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Carmela Costanzo
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Docente - Socia fondatrice dell'Associazione culturale Nòstos - poetessa Altri articoli

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