Endometriosi tra arte e scienza a Palazzo della Provincia

La complessità dell’endometriosi nella polarità organica si riflette così visibilmente nella polarità psichica da essere stata oggetto di altrettanto interesse scientifico

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Intervento Dott.Francesco Cariati ginecologo presso clinica Sacro Cuore IGreco Ospedali Riuniti

endo 8L’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale, normalmente presente all’interno dell’utero, anche all’esterno a livello di altri organi. Il tessuto endometriale rispondendo mensilmente agli stimoli ormonali della donna sanguina provocando infiammazione cronica e dolore. Infatti i sintomi tipici sono forte dolore durante la mestruazione, dolore durante i rapporti sessuali, dolori addominali cronici, mestruazioni abbondanti, nausea e  gonfiore addominale e quando sono coinvolti l’intestino e la vescica si può avere dolore durante la minzione o durante la defecazione. Negli stadi più avanzati della malattia si formano delle aderenze all’interno dell’addome che danneggiano le tube e le ovaie compromettendo la fertilità della donna.

 Colpisce donne in età fertile con una maggior incidenza intorno ai 30 anni e negli ultimi decenni si è avuto un’ aumento di incidenza di questa patologia. Si calcola che oggi ci siano nel mondo 176 milioni di donne affette da tale malattia. Purtroppo si tratta di una patologia misconosciuta e sottovalutata e per questo motivo c’è un ritardo medio nella diagnosi di circa 10 anni. E’ una malattia che comporta quasi sempre per la donna una severa sintomatologia dolorosa con conseguente perdita del benessere fisico e psichico, la compromissione degli organi riproduttivi porta ad uno stato di infertilità e tutto questo ha un ’impatto fortemente negativo sulla qualità di vita con riflessi negativi in ambito di coppia, familiare  e sociale. E’ una malattia con un forte impatto sociale che và riconosciuta al più presto e trattata. Il trattamento è sia medico che chirurgico  e nei casi in cui ci sia difficoltà o impossibilità a ottenere una gravidanza, si può ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Intervento Maria Cecilia Gioia psicologa Psicoterapeuta presso clinica Sacro Cuore IGreco Ospedali Riuniti

 

 Le emozioni nell’endometriosi

La complessità dell’endometriosi nella polarità organica si riflette così visibilmente nella polarità psichica da essere stata oggetto di altrettanto interesse scientifico. Ho iniziato a conoscere l’endometriosi circa 4 anni fa e grazie a Debora Falcone e l’AIE  ho approfondito più pienamente la conoscenza nella successiva esperienza come psicoterapeuta all’interno del

Gruppo AMA Gomitolo Rosso. Sin dalla sua nascita ho scelto di accogliere questa richiesta e di mettere al servizio delle donne la mia professione di psicoterapeuta.

Questi anni ho ascoltato storie e vissuti, raccolto testimonianze e conosciuto le donne del gruppo nel tortuoso percorso di accettazione della malattia. Negli incontri di gruppo, facilitate soprattutto dal sentirsi all’interno di un contesto favorevole, le donne hanno iniziato a raccontarsi ampiamente mettendo così in luce un caratteristico stile di narrazione. Al centro della narrazione iniziale c’è stato sempre il corpo con il suo periodico o costante dolore invalidante o con le sue modificazioni a seguito delle importanti terapie ormonali e degli interventi a volte ripetuti nel tempo. Un corpo che assume più le sembianze di un nemico da combattere piuttosto che una parte di sé malata di cui prendersi cura;

un corpo che utilizza un linguaggio assordante, che disturba e che, per questo, vuole essere allontanato; un corpo odiato perché veicola solo dolore e sensazioni.

Nella narrazione è stato utilizzato il canale razionale, privilegiando la descrizione precisa delle visite, interventi, terapie, recidive; le emozioni, in fase iniziale, difficilmente venivano spontaneamente espresse, ma sono state veicolate molto chiaramente attraverso il canale nonverbale. Stimolate a parlare più delle proprie emozioni, quella che ha preso molti spazi è stata la rabbia per una malattia che non si rendo 2iesce a controllare e che rende più difficile il concepimento, per un corpo così malato, per il loro essere donna, per un dolore che non passa, per non essere capite dai propri familiari o dalle donne che non hanno l’endometriosi o dai loro partner,per non essere state ascoltate, alcune volte, dai medici che hanno sottovalutato l’entità e l’intensità dei sintomi,per il loro aver peregrinato nei vari centri e da diversi specialisti che davano scarse informazioni sulla malattia o sulla prognosi e per il loro essere state lasciate da sole con la loro incomprensibile e imprevedibile malattia. Si tratta di una rabbia molto profonda ma altrettanto controllata e repressa, che trova spazio solo nelle relazioni in cui la donna sente di essere veramente capita, quindi, con donne che condividono la stessa malattia. Nella quotidianità, le donne indossano una “maschera”, quella in cui “tutto va bene”. A parte qualche eccezione, mi arrivava la descrizione degli operatori che si occupavano solo della dimensione organica e qualora riconoscevano il loro bisogno emotivo lo rilevavano con atteggiamento svalorizzante e colpevolizzante. L’OMS considera la salute “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”. Una visione somatopsichica contestualizzata è l’unica possibilità di comprensione autentica di una manifestazione clinica così complessa. L’approccio integrato intende aiutare le pazienti fornendo loro non solo indicazioni terapeutiche prettamente mediche, ma anche un valido supporto psicologico che permetta di “scardinare” dinamiche interpersonali inquinate dalla malattia.

La vita umana si è sempre svolta nei gruppi. Condividere costituisce un

elemento essenziale dell’esperienza. L’autoaiuto è dato dall’insieme di “tutte le misure adottate per promuovere, mantenere o recuperare la salute – intesa come completo benessere fisico, psicologico e sociale – di una determinata comunità” (O.M.S.). Attraverso il gruppo si scoprono capacità e strumenti  che possono permettere di migliorare la propria condizione se adeguatamente potenziati.

Ogni componente del gruppo è portatrice sana di risorse.Un gruppo di autoaiuto è costituito da persone che hanno obiettivi simili e che cercano di affrontare la realtà mettendo in comune le forze per superare ostacoli o situazioni che sarebbero difficili da gestire individualmente. Di solito è costituito da un numero limitato di persone; è organizzato in relazione ad una difficoltà specifica condivisa da tutti i membri, tutti i membri sono alla pari, è autogovernato e l’azione è di gruppo, perché la meta è comune. I membri cooperano tra di loro e ogni membro si coinvolge personalmente al meglio delle sue capacità per il benessere di tutti.

La comunicazione nel gruppo è scambio reciproco tra tutti i membri di esperienze, informazioni ed emozioni e non esiste dialogo a due.endo 3

Nei gruppi di auto aiuto bisogna tener presente tre passaggi:

  • l’accoglienza,
  • il racconto,
  • l’ascolto nell’accettazione reciproca.

La conduzione del gruppo è affidata alle facilitatrici che si occupano dell’organizzazione iniziale del gruppo e di tutti gli aspetti pratici della sua vita.

Il mio ruolo invece non è quello di spingere verso trasformazioni profonde, ma quello di controllare l’evoluzione del clima affettivo e di creare la “cultura del gruppo”: trasmettere cioè la consapevolezza che, qualsiasi pensiero e

sentimento può essere espresso e accolto.

I benefici di un gruppo di autoaiuto sono:

  • Si sviluppa il senso di appartenenza al gruppo e di identificazione con gli altri.
  • La comunicazione diventa fluida
  • Cadono le difese psicologiche.
  • Nascono momenti ed opportunità di socializzazione.
  • Nasce una “identità” del gruppo.
  • Aumenta l’autostima per la consapevolezza di avere un ruolo attivo per la conquista del proprio benessere.

Proprio per questi benefici e per altro ancora, continueremo a seguire il filo del Gomitolo Rosso, un passo alla volta, una donna alla volta.

  1. Cecilia Gioia

 endo 4

Ad aprire la conferenza la meravigliosa voce di Marida LongoStudia prima a Napoli e poi a Roma dove frequenta il Corso Professionale di Canto Jazz presso il Saint Louis College of Music.

Si è esibita nei più importanti Jazz Club di Roma, l’Alexander Platz, il BeBop Jazz Club, etc., a fianco di musicisti del calibro di Lino Patruno, Cicci Santucci, Romano Mussolini, Gianni Sanjust, Riccardo Biseo, Giorgio Rosciglione, Gegè Munari, Marcello Rosa, Herbie Goins, Jimmy Holden.

Nel 2013 vince il Premio della Critica della II^ Edizione del Troisi Festival.

Attualmente è impegnata nel progetto In The Loop, il duo con Marcello Politano al basso e loop station, con il quale il 9 maggio 2015, in occasione della prima edizione del festival “AlterAzioni”svoltosi  presso il Teatro Morelli di Cosenza, apre il concerto di “Tuck e Patti”,  storico duo statunitense, con cui ha inoltre il privilegio di dividere il palcoscenico.

Il brano è Over the rainbow, tratto dal musical Il mago di Oz.

Luigia Gallo ha presentato endometriosi e arte con professionalità ed naturalezza come se fosse il suo secondo lavoro.

Sono intervenute Debora Falcone ed Emira Chimenti coordinatrici Aie del gruppo di auto aiuto di Cosenza Gomitolo Rosso. Hanno spiegato che l’AIE associazione italiana di endometriosi e’ formata solo da pazienti e’ un’associazione che nasce per sostenere altre donne affette da endometriosi attraverso l’informazione, vista anche com e prevenzione nella diagnosi, la battaglia per il riconoscimento dell’endometriosi come malattia sociale e i gruppi di auto aiuto fondamentale per il confronto con altre donne che hanno la stessa malattia, malattia che porta un grande senso di solitudine, di impotenza, malattia che spesso non viene immediatamente riconosciuta, anzi al contrario le donne che ne sono affette quasi sempre non vengono credute vengono scambiate per donne poco resistenti al dolore ( invece è esattamente il contrario), ecco il gruppo ha il compito di sostenere confrontarsi e percorrere insieme un viaggio verso la consapevolezza e l’accettazione della malattia tale da riuscire a trasformare quel dolore e senso di impotenza in modo da sostenere altre donne come noi!

La pittrice Teresa Boero Teresa Boero nasce a mendicinoil 9 maggio 1963. da autodidatta ha portato avanti la sua passione artistica con grande impegno e caparbietà nipote  di un eccellente pittore greco   che ricorda dall odore dei colori alle pennellate piene di vitalità predilige la tecnica ad olio ma non disdegna le altre tecniche predilige la tecnica ad olio ma non disdegna le altre tecniche per lei la vita è colore ama frida Khalo ha partecipato con l associazione Aletheia alla mostra itinerante in calabria su F K varie collettive con la pro loco di cs

oltre ad aver sostenuto l’evento con l’esposizione dei suoi meravigliosi quadri tutti al femminile, ha creato un quadro proprio per l’evento regalandolo al gruppo gomitolo rosso intitolato “le parole nn bastano” con raffigurati tre colibrì. ” il colibrì” spiega la pittrice ” nella cultura messicana e’ il simbolo del guerriero, lo voglio donare a voi che siete delle guerriere ogni giorno”endometriosi

Altri artisti sono intervenuti come Francesca Florio autrice e attrice personalità decisamente multipla, a tratti preoccupante, prova ad essere una creativa dell’arte in teatro e ovunque si possano sviluppare idee di divulgazione culturale, strizza l’occhio a Tomb Raider come conservatrice del bene argheologico ed è grafologa convinta, la curiosità, la voglia di imparare e lo studio sono elemeti necessari per la conduzione delle sua vita multicolor. Che insieme a Debora Falcone ( anche lei attrice) hanno dato lettura di alcuni brani scritti dalla Florio volutamente sono stati scelti brani divententi ed ironici così da strappare un sorriso alla platea e vivere con leggerezza una Cosenza su una malattia cronica recidiva dolorosa e invalidante.

 Presentazione della conferenza:

http://www.alvolonews.it/endometriosi-e-arte-che-spettacolo-di-conferenza/

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Lucia De Cicco
CircaLucia De Cicco

Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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