Fiera del Levante,Salone PF tecnologie

Investimenti intelligenti per la competitività delle imprese florovivaistiche e orticole

da web

Il riscaldamento rappresenta oltre il 40% dei costi di esercizio di una serra, una voce importante del bilancio aziendale, che può determinare il buon andamento del conto economico. E’ importante quindi che gli operatori del settore florovivaistico e orticolo possano valutare delle scelte energetiche meno onerose. La più interessante, anche per i suoi risvolti di sostenibilità ambientale, è l’impiego energetico in impianti per il riscaldamente delle serre delle potature di vite, olivo, frutteto. Se ne è parlato oggi, alla Fiera del Levante durante il convegno “Efficientamento e riscaldamento a biomasse per le serre” promosso da CIA Agricoltori Italiani Puglia e da AIEL l’associazione delle imprese della filiera legno-energia nell’ambito di PF tecnologie, Salone dedicato alle tecnologie per il riscaldamento a legna e pellet, organizzato da Piemmeti. In una regione a vocazione rurale come la Puglia, la produzione di calore da biomasse agricole per il riscaldamento delle serre può fare la differenza, aumentando l’efficienza energetica degli impianti e la competitività delle imprese del settore.

Aprendo i lavori del convegno, Giannicola D’Amico Vice Presidente CIA Puglia ha dichiarato: “Cia Puglia da sempre pone attenzione alla sostenibilità ambientale, alle energie alternative e alla multifunzionalità delle imprese agricole. Questo inziativa sposa appieno i principi portati avanti dalla confederazione con l’intento di fornire strumenti per abbassare i costi energetici e decarbonizzare il settore agricolo”.

Gianluca Nardone, Direttore del dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione Puglia, in vece dell’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia ha ricordato che “Regione Puglia punta da sempre all’innovazione del settore agricolo e questo evento ruota attorno ai due temi per noi cardine: innovazione e sostenibilità ambientale ed economica. In Puglia ci sono 173.000 aziende agricole che producono 4 Miliardi di Euro all’anno. L’agricoltura produce ricchezza e più della metà viene dal settore orticolo”.

Daniel Dal Corso Agronomo di Cia Puglia ha presentato le opportunità del PSR per le imprese florovivaistiche e orticole in merito a risparmio energetico e rinnovabili. Gli impianti sono finanziati attraverso le misure 4.1 e 6.4. La 4.1 punta in particolare a coprire il fabbisogno ambientale delle aziende agricole e finanzia impianti che devono essere alimentati con residui di potature o sottoprodotti, non colture dedicate. La misura vuole inoltre favorire l’aggregazione di più agricoltori per innescare logiche associative. A parità di tecnologie sono favoriti impianti al servizio di più realtà agricole.

Piero De Padova del Gruppo Produttori Professionali Biomasse di AIEL ha affrontato il tema della produzione di biomasse dalle potature di ulivo portando esperienze e casi concreti. In Puglia la disponibilità di potature è pari a 500.000 tonnellate di sosanza secca. I costi di raccolta e lavorazione delle potature variano fra 35 e 55 €/t. La qualità del cippato derivante dalle potature di ulivo è superiore a quella derivante dal potature di vite e noccioleto: un contentuo di cenere pari a circa il 2,5% consente di usare le potature in caldaie di medie e grandi dimensioni. L’utilizzo del cippato di potature da filiera corta è la soluzione per lo sviluppo del territorio e per consentire alle aziende agricole di integrare il proprio reddito.

Le serre pugliesi che decidono di risparmiare, abbandonando il combustibile fossile per la biomassa legnosa e investendo in un moderno impianto di riscaldamento automatico alimentato con cippato derivato da potature di ulivi, vigneti, frutteti possono contare su incentivi, come i Certificati Bianchi o il Conto Termico 2.0.

 

 

“Gli incentivi del Conto Termico – afferma Valter Francescato Direttore Tecnico di AIEL – arrivano fino al 65% dell’investimento in cinque anni. Se aggiungiamo il risparmio sul prezzo del gasolio agricolo, il cui costo è raddoppiato dal 2003 al 2015, possiamo arrivare a coprire dal 50 al 100% del costo dell’investimento in cinque anni, includendo gli altri interventi di efficientamento (sistemi di distribuzione del calore in serra, coibentazioni, ecc.). Rico Farnesi di Esco Agroenergetica ha presentato casi applicativi in Sud Italia di interventi di risparmio energetico nelle colture protette proponendo soluzioni tecniche ed incentivi, come i Certificati Bianchi.

Nella sfida alla decarbonizzazione, necessaria per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici, gli impianti di riscaldamento alimentati a biomassa rappresentano un’alternativa alle caldaie a gasolio per le imprese agricole, dove l’approvvigionamento in tutto o in parte può derivare dagli scarti di altre coltivazioni, come uliveti, vigneti e frutteti, rappresentando un valido esempio di economia circolare capace di auto-rigenerarsi.

“Il cambiamento climatico in atto, in larghissima parte imputabile al consumo di combustibili fossili – spiega Marino Berton Direttore Generale di AIEL – è una questione che deve essere affrontata a tutti i livelli e anche l’agricoltura può fare molto in tal senso. Le biomasse di origine agroforestale rappresentano la principale fonte energetica rinnovabile consumata nel nostro Paese e il loro utilizzo deve essere incentivato”.

 

 

 

Brevi virgolettati di:

 

Daniel Dal Corso Agronomo di Cia Puglia illustra le opportunità del PSR per le imprese florovivaistiche e orticole in merito a risparmio energetico e rinnovabili. Gli impainti sono finiaziati attraverso due misure: la 4.1 e la 6.4. La 4.1 punta in particolare a coprire il fabbisogno ambientale delle aziende agricole e finanzia impianti che devono essere alimentati con residui di potature o sottoprodotti, non colture dedicate. La misura vuole inoltre favorire l’aggregazione di più agricoltori per innescare logiche associative. Questo significa che a parità di tecnologie sono favoriti impianti al servizio di più relatà agricole.

Piero De Padova  del Gruppo Produttori Professionali Biomasse di AIEL affronta il tema della produzione di biomasse dalle potature di ulivo portando esperienze e casi concreti. In Puglia la dipsonibilità di potature è pari a 500.000 tonnellate di sosanza secca. I costi di raccolta e lavorazione delle potature varia fra 35 e 55 €/t. La qualità del cippato derivante dalle potature di ulivo è di qualità superiore a quello derivante dal potature di vite e nocciloeto: un contentuo di cenere pari a circa il 2,5% consente di usare le potature in caldaie di medie e grandi dimensioni. L’utilizzo del cippato di potautre, quindi da filiera corta, è la soluzione per lo sviluppo del territorio e per consentire alle aziende agricole di integrare il proprio reddito.

- Rico Farnesi di Esco Agroenergetica presenta casi applicativi in Sud Italia di interventi di risparmio energetico nelle colture protette proponendo soluzioni tecniche ed incentivi, come i Certificati Bianchi.

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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