Format e organizzazione datati per il calo di presenza al Festival delle Serre

La conferenza stampa del gruppo consiliare di Opposizione "Rinnovamento e Futuro" ne ha spiegato il perché

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Oggi si è svolta la conferenza stampa dal titolo del documento distribuito nella serata “Il kaput festival” indetta dal gruppo di opposizione del Consiglio comunale di Cerisano “Rinnovamento e Futuro”, capeggiato dal sindaco uscente Salvatore Mancina, presso il bar Las Vegas.

Il paese ha un nuovo Sindaco, dalle ultime elezioni amministrative che è l’avvocato Di Gioia, nuova guida della cittadina ai confini della sua provincia Cosenza, e la sua squadra di governo. Una squadra che ce la messa tutta per cercare di dare al paese un Festival di qualità sulla scia dei vecchi Festival delle Serre, attingendo anche alle risorse umane20160929_183711_resized del passato, che li avevano resi importanti con il loro impegno, e che fino a un decennio fa avevano fatto conoscere il borgo per le sue numerose sezioni artistiche, dalle conversazioni al cinema, dal teatro alla classica, e soprattutto il Jazz, che rendevano letteralmente difficile il passeggiare senza affollarsi per i vicoli della cittadina.

Nel tempo per tanti motivi interni, come le difficoltà economiche, ma anche esterni, il Festival aveva abbandonato quasi completamente questo Format, sia per un calo d’interesse da parte di un pubblico giovane per lo spettacolo di nicchia, che ha, comunque, i suoi costi. Costi, che sicuramente con la crisi in atto difficilmente attraggono anche i cultori del genere e che hanno altre importanti possibilità di godere del genere musicale come il jazz con gli spettacoli itineranti di altre manifestazioni estive.

Soprattutto se paragoniamo questo Festival, datato settembre 2016, ai Festival dell’Amministrazione Mancina che, se pur criticata dalle opposizioni con ogni mezzo, avevano reso il Festival ancora Il Festival delle Serre, con spettacoli che da soli hanno registrato migliaia di presenze.

Anni d’opposizione a testa d’ariete, quella fatta da un giovanissimo consigliere Di Gioia, apprendiamo durante la conferenza e anche di “sberleffi” in web sul calo di presenze, le scelte organizzative e a volte artistiche (ancor più discutibili per il gruppo di Opposizione) possono aver determinato un disinteresse totale da parte della “pubblica opinione”? Non possiamo dirlo con sufficienti prove, ma di certo per questo festival che registra solo 10mila presenze, numero rispettabile, ma non sufficiente per il gruppo Rinnovamento e Futuro, è stata indetta la conferenza, in cui si è sottolineato che per la durata delle serate e anche prima per l’organizzazione si è taciuto su tante cose discutibili, ma che non si voleva fornire un alibi al possibile flop con critiche e polemiche.

Primo vero appuntamento, si legge nel documento in cui la “primavera” (facendo riferimento al datato nome del gruppo Di Gioia) esaurisce la sua spinta propulsiva, si legge e si è ascoltato di un festival senza l’mprinting di festival, spoetizzato in 15 anni di rancore e si fa riferimento alla legge del contrappasso.

Nel corso del pomeriggio, il consigliere Belmonte e Mancina, elencano le iniziative, che erano state introdotte nelle scorse edizioni, riscuotendo un discreto successo, come gli artisti di strada, spariti in questa di edizione e che comunque, riempendo le viuzze del borgo, portavano introiti per tutte le attività commerciali, fortemente penalizzate dall’ultima edizione. E ancora il consiglio di collaborare con il gruppo di opposizione a ché la prossima edizione possa rappresentare un qualcosa di veramente innovativo, perché è di ciò che ha bisogno il Festival e che lo rilanci.

20160929_183716_resizedSi è discusso solo sulla qualità dell’organizzazione e per la scelta del Format forse superato, ma si è mostrato il massimo rispetto per gli artisti invitati e che però per la sezione Jazz non si è tenuto conto, che molti di loro erano stati già presenti nel PJF, collaboratore del Festival delle Serre e che erano proprio i nomi che di certo avrebbero attratto un pubblico di estimatori e conoscitori. Nomi importanti e date troppo vicine.

La nostra domanda si è soffermata proprio su ciò: perché l’accento sulla collaborazione con Il Peperoncino Jazz Festival pare crei qualche perplessità? Cui è seguita un’ulteriore precisazione (già esposta in parte durante la conferenza) sul fatto che codesti illustri artisti erano già stati seguiti per tutta l’estate e che al Festival delle Serre sono arrivati con la penale, se così possiamo dire, di essere stati già ascoltati e in alcuni casi con la maggiorazione del biglietto d’ingresso. Nulla contro le collaborazioni anzi, tiene a precisare il gruppo consiliare, ma dispiaciuti della mortificazione che grandi artisti ma anche il paese hanno subito con la scarsa presenza di utenza.

Per un Festival storicizzato e finanziato largamente dalla Regione Calabria, nella concluscerisano rinnovamentoione, si deve prendere atto del fallimento e che si poteva fare di più, rivedendo le scelte, sapendole concertare anche con gli importanti collaboratori, valorizzando il paese in ogni suo vicolo e che la cultura va sempre rispettata in tutte le sue forme.

Erano presenti alla conferenza l’addetto stampa del Festival il giornalista Francesco Mannarino e nel pubblico il sindaco di Cerisano avvocato Di Gioia, da parte loro non vi è stato alcun intervento.

 Servizio e foto by Lucia De Cicco

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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