Giornata Nazionale del mal di testa: i consigli dell’esperto

Intervista alla dottoressa Rita Lucia Trinchi del centro cefalee di Trebisacce (CS)

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La dottoressa Rita Lucia Trinchi

La Giornata nazionale del mal di testa si è tenuta nel mese di maggio, annualmente nella città di Trebisacce, splendida cittadina con bandiera blu per la bellezza del suo mare, del cosentino, presso il Miramare Palace Hotel, con il titolo “La mia testa a Soq “Quadro”. Anche quest’anno a promuoverla con una serie di artisti e poeti che hanno partecipato, il medico Rita Lucia Trinchi, specialista in questa patologia, che in molti casi è invalidante e impedisce nella sua cronicità una vita lavorativa adeguata e continua durante la settimana, le cause possono essere molteplici, ma sembra ormai chiaro che sia di derivazione familiare.

Dottoressa Trinchi da quando ci siamo lasciate è trascorso un anno, quali sono le novità?

La cefalea la troviamo al terzo posto nelle malattie invalidanti nel mondo. Importante per coloro che ne soffrono, essendo sempre una malattia sottovalutata da un punto di vista medico e sociale. Lo stesso paziente non fa parola con il suo medico della patologia, perché non la ritiene tale in quanto c’è un disinteresse verso la stessa. Eppure porta il paziente all’isolamento impedendone a volte le mansioni familiari, le attività di tipo ludico e lavorativo.

rita 6A livello terapeutico?

Si stanno studiando nuove molecole per gli attacchi più acuti e per quelle cefalee così dette resistenti alle comuni terapie di profilassi, si continua ad usare il botulino. Esiste anche una terapia nata nei primi del ‘900 per l’epilessia. Esistono studi che mettono in evidenza di come nel paziente obeso con questa terapia si ha un dimagrimento e una diminuzione degli attacchi. Inoltre ogni terapia deve essere personalizzata alle esigenze del paziente non si deve mai far da sé. Da ultimi studi una novità è quella che l’Italia si trova ai primi posti in Europa per automedicazione per circa 30milioni di farmaci da banco venduti nelle farmacie. L’automedicazione porta alla cronicizzazione del mal di testa e alla resistenza alle profilassi. I pazienti nella Giornata del mal di testa devono prendere coscienza che essa è una malattia come tante altre, neurobiologica sul substrato genetico e come tale va trattata, nel più breve tempo possibile, per evitare cronicizzazioni e altri disturbi di tipo ansioso depressivo. Noi della Società Italiana studio delle cefalee cerchiamo di promuovere ogni anno la Giornata per diffondere il materiale informativo non solo al paziente ma, anche ai medici di base e farmacisti e creare un’alleanza per uscirne vincenti.

Un’incidenza maggiore nel sesso femminile?

Il rapporto è di tre a uno rispetto al sesso maschile, ne soffrono circa sei milioni di Italiani, 300mila solo in Calabria. Nella donna è importante il dosaggio ormonale varia nel periodo fertile e di maggiore produttività, implica che essendo gli ormoni piccole cose ma con un grande potere, producono o possono produrre un dolore cefalico amplificato nella donna che però è predisposta all’emicrania. Il calo estrogenico che si ha prima del flusso mestruale e il dolore vanno ad influire sulle endorfine, che si producono normalmente riducendole, un motivo questo che spiega perché il mal di testa migliori, invece, in gravidanza. Così come per l’ovulazione si può avere un picco negativo dell’estrogeno e produrre attacchi acuti emicranici. Qurita 5esto per quanto riguarda l’emicrania senza aurea, mentre quella con aurea ha meno motivazione di essere legata al ciclo mestruale.

L’alimentazione può influire sul mal di testa?

La cosa non è accertata. Si deve ricercare il rapporto tra alimento e emicrania. Allora si può eliminare l’alimento e notare se non si hanno attacchi e reintroducendolo se si manifesta l’attacco, allora andrebbe poi eliminato dalla dieta. Esiste una dieta da cui vengono tolti gli zuccheri, che stabilizzano il neurone dando dei prodotti biochimici, così si ha una risposta minore ai fattori di stress e che possonrita 2o causare l’attacco. Si dovrebbe però mangiare molta frutta e verdura cui andrebbero aggiunte delle vitamine che tengono bassa l’Omocisteina, che tende a rovinare le arterie e che ritrovo presente negli emicranici con aurea.

Una vita con sano movimento aiuta in questa patologia?

Di certo una vita sana migliora il benessere generale e questo vale per tutte le patologie. Tranne nell’attacco acuto, là dove il paziente ha necessità di isolarsi da fondi di rumore e suoni. In genere il movimento fa molto bene nelle emicranie con aurea, che in alcuni casi di mutazione genetica predispongono all’Ictus ischemico.

Trebisacce ha un centro per il mal di testa…

Io sono responsabile del centro cefalee dell’Ospedale di Trebisacce e rientro nel direttivo nazionale iscritta dal 1999 alla SISC. Il centro è attivo dal 1995, personalmente seguo più di 4mila pazienti, riconosciuto dalla Società italiana studio delle cefalee, dal 2002. I protocolli sono nazionali e la cosa più importante è l’ascolto del paziente, che non è creduto nel manifestare il dolore, che come dicevo prima viene sottovalutato ed è la seconda causa, invece, di assenteismo dal posto lavorativo, soprattutto di tipo intellettuale.

…continua con un approfondimento delle opere esposte

(Servizio e foto) by Lucia De Cicco

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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