Il berretto a sonagli di Pirandello al teatro comunale di Mendicino

Messo in scena da Luigi Gaudio nel ruolo del protagonista maschile e dagli attori di IBAKI diretti da Imma Guarasci

 

Nel video i saluti degli amministratori comunali.

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Quando si parla di Pirandello, il maestro del teatro della maschera, non ci si può che inchinare al genio assoluto, del teatro, ove la realtà e la verità sono ben mascherati e serviti per chi sa ascoltare e intrecciati di ipocrisia, dove volto e maschera sono in eterno conflitto.

Il berretto a sonagli, in estrema sintesi è la triste realtà  in cui le apparenze e la società delle apparenze, ieri e ancor oggi, al sud soprattutto, deve essere tutelata. Dove l’ ipocrisia la fa da maestro, in nome di un bene superiore, il proprio, che nella commedia che è andata in scena sabato 14 dicembre rappresenta il pupo, ossia il burattino manovrato dalla “mano invisibile”, che tutto rappresenta, soprattutto nelle caste sociali dell’alta e medio borghesia. In questo caso è il cavalier Fiorica, figura che vive in platea e dietro le quinte e che’ potente decide il destino degli altri uomini in scena, lui Puparo e gli altri pupi in cerca di affermazioni e di attenzioni sociali.

Un qualcosa che a guardarsi bene attorno sta scomparendo, ma che perdura per l’ affermazione sociale di noi stessi, in nome della quale tutto è lecito, ma ancor di più tutto deve esser sopportato. Chi va oltre questo stereotipo viene manovrato, come la povera Beatrice a seconda della convenienza anche dai suoi stessi familiari. Una non Penelope Beatrice, che non sa aspettare e si getta in pasto a chi dovrebbe tutelarla, ma che in fine sdoppiandosi sulla scena, la rende ridicola come il delegato Spanò e il suo vice Logatto. Nella commedia due figure comiche interpretate magistralmente da Mike Gaudio e Antonio Minnicelli,  quest’ ultimo una vera rivelazione come attore entrante della compagnia  Ibaki. Uno sdoppiamento che Mike Gaudio riesce sempre con maestria a gestire come se fosse in continuo doppio ruolo.

Magistralmente interpretato, il Berretto a Sonagli, dagli attori d’ IBAKI diretti dalla regista Imma Guarasci, ci mostra i due protagonisti della commedia, brillanti e sicuri sulla scena. Una bella Beatrice tacciata alla fine di pazzia, solo per aver cercato e trovato la verità dei tradimenti matrimoniali e Ciampa interpretato da Luigi Gaudio, premio regionale per il Teatro “I Bronzi di Riace” migliore attore protagonista. Lamezia 19 ottobre 2019, che pur se conosce la verità si convince e cerca di convincere tutti che sono fantasie di una giovane e gelosa donna, ormai squilibrata e alla berlina della comunità. Invano Ciampa la invita a girare le altre corde, la seria e la civile, che ogni uomo porta in corpo, ma lei preferisce dar di matto e far esplodere la sua rabbia contro Ciampa per cui non le rimane che il manicomio. 

I protagonisti: in Beatrice, Monica Rossi, si riconferma splendida protagonista femminile. Già molto brava nella precedente rappresentazione Ibaki del Malato Immaginario, figura di per se’ imponente e padrona sulla scena e aggraziata figura femminile.  Cresce nel ruolo di Fifi l’ avvocato Bartoletti, che in questa nuova commedia ha una parte più importante e che mostra la sua maturata padronanza della scena. Riconferma la sua bravura Mariarosa Gaudio come brillante consigliera a servizio dei signori e che ci aspettiamo per il futuro di vedere in altre vesti e apprezzarne di certo le splendide performance. Bravissima la Saracena interpretata da Emanuela Grillo, questo fantasma che vive in ogni commedia della maschera e volto e che ricerca a colpi a gamba tesa la verità non calcolando bene le conseguenze. Eva Gaudio e Alice Curia, vestono i panni di chi dice sempre tutto rimescolando vite e dignità mirando sempre e stravolgendo i meccanismi sociali, due attrici in erba, che con grande maestria si divertono sulla scena, mostrando il teatro così come deve essere, un momento di catarsi per chi recita e per chi ascolta. Paola Cannataro e la moglie “fedele” e silenziosa di Ciampa. Questa discrezione del personaggio riveste il ruolo principale di quella società, che sacrifica la propria dignità in nome del mero possesso materiale giocando il doppio gioco delle apparenze e del possesso. Nelle vesti di Mariannina Patrizia Fancellu e nelle vesti di una madre solo in apparenza comprensiva e accogliente, Rita De Cicco, sempre padrona della scena, simpatica nelle sue performance calata perfettamente nel ruolo ad essa assegnato. 

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Gli attori sono tutti cresciuti nei loro ruoli, a dimostrazione che il teatro riesce sempre a portar fuori quel desiderio naturale dell’esser più che dell’apparire e che veramente ci rende padroni di noi stessi. 

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Ibaki è una compagnia nata come teatro amatoriale, dietro la quale vi è l’associazione Maschera e Volto. La seguo da tempo con grande interesse, convinta come sono, che solo il teatro possa tirar fuori le emozioni possibili e necessarie per l’uomo e restituirle ripulite e sanate.

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La regista Imma Guarasci è una donna di grande stupore e maestria, sempre in cerca del calore delle tradizioni popolari. E ricordiamo è regista di un altro capolavoro che è Siricu, che troverete su youtube e che mostra l’antica arte della seta presente nel secolo scorso nella città di Mendicino che lei mescola al tema dell’immigrazione. Da tempo collabora con l’ Amministrazione comunale, pur mantenendo connotati di solidarietà e con l’ assessore Margherita Ricci, attenta alla cultura che si fa matrice di eventi di alto spessore culturale quasi settimanalmente e che rientra nell’Amministrazione Palermo, che sta rilanciando il paese dal punto di vista culturale e il centro storico anche dal punto di vista commerciale,  humus necessario per il recupero di un centro storico, che rischia come i più in Calabria il totale spopolamento. 

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Ma ritornando a Ibaki la compagnia è aperta a chiunque voglia provare ad esternare le proprie emozioni e mettersi in gioco come attore. A fini solidaristici, in questa rappresentazione parte dell’incasso è stato devoluto all’AISM di Cosenza, presidente Maria De Luca, portavoce della serata Clara Muoio, acconciature sponsor della rappresentazione del 14 scorso assieme al panificio il Chicco d’oro. 

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Una curiosità: il berretto a sonagli è metaforicamente il berretto dei buffoni di corte, che si dà a chi cade e inciampa per man sua o per altri nelle sventure della vita e che come un sonaglio ne preannuncia il suo passare in comunità come il matto che rinuncia all’apparire per pura crescita interiore. È chi va controcorrente, come chi dice la verità,  come il filosofo eppur se non sta attento può bruciarsi subito se non riesce a calibrare verità e realtà con l’ infinito. Ed e’ a quest’ ultimo che tocca il cappello a sonagli…

Servizio by Lucia De Cicco

 

 

 

 

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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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