Il MIRACOLO MANCATO di Andrea Di Consoli

Sala Mostre Biblioteca Angelica (26 aprile 2018-ore 17)
San Francesco di Paola: Un grande Santo raccontato da uno scrittore
San Francesco di Paola, umile eremita, vestito di saio, una lunga barba e col bastone in mano, nacque a Paola il 27 marzo 1416. i suoi genitori gli diedero il nome Francesco in onore di San Francesco d’Assisi. Era un bambino docile ed ubbidiente e, all’età di tredici anni entrò nel convento di San Marco Argentano; già allora praticava digiuni e penitenze. Dopo un lungo pellegrinaggio ad Assisi, si rifugiò in un luogo impervio ed iniziò una vita da eremita. Ebbe molti seguaci e, quando l’arcivescovo di Cosenza, Monsignor Pirro Caracciolo, concesse la facoltà di istituire un monastero e una chiesa, tutti i suoi concittadini si misero all’opera. La fama di santità di Francesco si diffuse rapidamente e, quando papa Paolo II inviò un emissario a Paola, questi, decise di rimanere nella comunità dei Minimi a vivere di preghiera e di austerità. Nel 1474, papa Sisto IV riconobbe ufficialmente il nuovo Ordine con la denominazione di Congregazione Eremitica Paolana di San Francesco. Fiorirono molti eremitaggi in Calabria e in Sicilia. A San Francesco furono attribuiti numerosi fenomeni soprannaturali: fece sgorgare l’acqua della “Cucchiarella”, colpendo col bastone una roccia vicina al convento; il re lo convocò a Napoli e lo tentò con un vassoio pieno di monete; San Francesco prese una monete, la spezzò e fece uscire sangue( il sangue dei sudditi). E ancora: riempì le bisacce di otto operai affamati, di pane bianco, caldo e fumante. Numerosissimi i miracoli che compì, quello più famoso fu l’attraversamento dello stretto di Messina sul suo mantello steso, dopo che il barcaiolo Pietro Coloso si era rifiutato di traghettare gratuitamente Francesco e i suoi seguaci. La notizia delle sue doti di santità e taumaturgia raggiunse la Francia tramite i mercanti napoletani e re Luigi XI, che era gravemente malato, lo volle accanto a sé. Francesco non voleva lasciare la sua gente bisognosa e il re inviò un ambasceria dal Papa, perché ordinasse a Francesco di recarsi presso di lui. Fu un’occasione per rinsaldare i fragili rapporti con la potente Francia. Francesco partì da Paterno Calabro, si fermò a Salerno, a Napoli, dove fu accolto da una grande folla e dal re Ferdinando I. A Roma incontrò Papa Sisto V e si imbarcò da Civitavecchia per la Francia. Quando giunse nel Castello di Plessis-lez-Tours, re Luigi si inginocchiò ai suoi piedi. Francesco non lo guarì dal male, le sue opere però consentirono di migliorare i rapporti tra la Francia e il Papa. Visse in Francia 25 anni e fu molto amato dia dal popolo sia dai Dotti della Sorbona. Guarì centinaia di persone ammalate di peste e, molti religiosi di altri ordini si aggregarono a lui. Re Carlo VIII, figlio di Luigi XI, ebbe molta stima di Francesco e, consentì la fondazione di due Ordini dei Minimi. Uno a Plessis- lez-Tours ed un altro sul Pincio a Roma. Il successore di Carlo VIII non concesse a Francesco di tornare in Italia ed egli trascorse gli ultimi anni della sua vita in solitudine. Morì a Parigi il 20 aprile del 1507. Fu canonizzato il 1 maggio del 1519, durante il pontificato di papa Leone X. Nel 1562 gli Ugonotti, protestanti francesi calvinisti, profanarono la tomba di San Francesco e incendiarono il corpo che era incorrotto. Papa Pio XII lo proclamò “Celeste Patrono dei Marittimi d’Italia” e Giovanni XXIII lo proclamò” Celeste Patrono, presso Dio, della Calabria”. Parte delle reliquie si trovano presso il Santuario di San Francesco di Paola. E’ meta di pellegrini da tutto il mondo.
Lo scrittore Andrea di Consoli, nel suo libro “Il miracolo mancato”, si rivela una persona speciale, che non si accontenta di pensieri e teorie, già consolidate nel tempo. Il suo pensiero divergente stravolge ogni teorema e ci costringe a ripensare la storia, la illumina con una sorgente nuova, quella del dubbio e del perché. Perché la chiesa esalta la povertà? Non sono i ricchi coloro i quali hanno consentito opere di grande rilievo a livello anche umanitario? E ancora: Il vero miracolo è la guarigione del corpo o la guarigione dell’anima per mezzo della Fede? Il miracolo mancato è veramente mancato? E allora, San Francesco che ha fatto migliaia di miracoli, perché non ha guarito re Luigi XI? La risposta più ovvia è che egli abbia preferito salvare la sua anima e non il suo corpo e lo ha fatto con la conversione. Ecco, il salotto letterario si trasforma in una fucina di pensiero e, ogni spettatore diventa attore, scava nella sua anima e cerca le sue risposte, le risposte ai suoi interrogativi. Di Consoli dice: non è bene mettere il povero al di sopra del ricco, nella visione teleologica. La Chiesa deve piegare i ricchi verso i poveri, questa è la sua vera missione. Un parallelismo tra San Francesco d’Assisi e San Francesco di Paola è inevitabile: il primo rinuncia a tutti i suoi averi e vive di povertà assoluta; il secondo fa un passo avanti, vive tra i poveri ma vive anche alla corte del re di Francia e lì opera la conversione di uomini potenti e spietati e li assolda al Signore. Il miracolo è perfettamente riuscito col dono della Fede. Inoltre si prende cura del figlio Carlo e impedisce che diventi un massacratore come il padre! Un intervento molto significativo è stato quello di Pippo Franco, uomo di spettacolo dotato di grandi capacità comunicative ma anche di un bagaglio culturale notevole. Egli ha approfondito i grandi interrogativi del Cristianesimo e ha dichiarato: -Credo in ciò che non vedo -Credo in ciò che non sento -Credo nel mondo dell’invisibile -Vivere è già un miracolo!
Pippo è stato uno straordinario seguace della mistica Natuzza Evolo, attraverso le sue intercessioni ha ricevuto molte grazie e risolto molti problemi.

Come da nota stampa trasmessa da Le Muse Arte di Cosenza

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