Installatore Impianti, definite le regole per ottenere la qualifica di installatore

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Con il DM 27 luglio 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha spiegato quale percorso devono seguire i lavoratori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea che intendono operare in Italia e che non sono in regola con la normativa vigente. Ricordiamo che in Italia, con il D.lgs. 15/2016 che ha recepito la Direttiva 2013/55/UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali. La norma ha modificato il precedente D.lgs. 206/2007, che conteneva i requisiti per valutare la preparazione del lavoratore e i contenuti di eventuali tirocini e prove attitudinali necessari per colmare il gap del bagaglio professionale necessario.

Installatore Impianti: ottenere la qualifica di installatore

Se l’installatore non rispetta i requisiti previsti dalle norme in vigore, secondo il DM 27 luglio 2016, l’installatore può scegliere se affrontare una prova attitudinale  o seguire un tirocinio di durata non superiore a tre anni. Inoltre, chi ha conseguito il proprio titolo professionale in un Paese esterno all’Unione Europea non può scegliere, e deve necessariamente sostenere la prova attitudinale. La prova attitudinale consiste, in una prova pratica e teorica e in una prova orale ed inoltre, l’esame teorico-pratico deve essere organizzato dalla regione competente. Infine il tirocinio deve essere svolto presso una struttura autorizzata individuata dalla Regione.

Installatore Impianti: la prova attitudinale

La prova attitudinale ha l’obiettivo quello di verificare la conoscenza dell’attività di installazione degli impianti individuati dalle lettere c), d) ed e) dell’articolo 1, comma 2, del DM 37/2008, con cui il Mise ha riordinato l’attività di installazione degli impianti negli edifici.

In sintesi si tratta di:
– impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione;
– impianti idraulici;
– impianti del gas.

Per ogni categoria il Mise indica gli argomenti da conoscere e le normative di riferimento, le attività da svolgere nella prova pratica e le materie del colloquio.

Installatore Impianti: formazione degli installatori in Italia

In Italia in definitiva, la qualifica di installatore può essere conseguita rispettando uno dei requisiti del DM 37/2008 tra cui:
– diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta;
– diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;
– titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;
– prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell’operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti.

Alcune associazioni rappresentative dei tecnici impiantisti (CNA Impianti, Confartigianato e Assistal), i programmi formativi per l’aggiornamento professionale non tengono in considerazione i tecnici abilitati sulla base dell’esperienza. Per questo hanno chiesto una revisione degli standard formativi.

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