Intervista a Enzo Colacino

Attore e regista nato a Catanzaro, dal 1984 porta alla ribalta il dialetto della sua città; lo protegge dall’estinzione con una cura ed un’attenzione puntuale e “colta, lo riporta alla mente e lo storicizza. Il suo impegno possiamo definirlo didascalico perché traspare in ogni suo messaggio, in ogni suo dire e raccontare storie antiche e moderne, avvolte da un afflato d’amore per le radici profonde, radicate nella sua anima.

Numerosi gli spettacoli di cabaret, le commedie di cui è autore e regista. Nel 1998 ha fondato l’Associazione Culturale “Quelli che il teatro”e ha fondato una omonima compagnia. Ha scritto due libri in dialetto catanzarese nei quali mette in risalto le abitudini di noi calabresi. Il primo è: “Ecchì ni manca”, il secondo” Parrandu parrandu”.

Ha insegnato recitazione presso vari istituti scolastici con rappresentazioni nello storico”Teatro “Masciari”di Catanzaro.

Ha partecipato alla trasmissione televisiva “Misteri”, nella ricostruzione di “Il giallo del cavalcavia” ( caso accaduto nel 1930 a CZ, lo scenario fu il ponte di Siano).

Nel 2002 è stato ospitato a Toronto dalla comunità calabrese. Collabora e scrive su riviste locali e regionali, rigorosamente in dialetto catanzarese. I suoi scritti sono ricchi di ironia e di satira La sua mission: far conoscere il dialetto e far sì che non venga dimenticato!! E per dirla con Pasolini : “il dialetto dà vita a tutte quelle persone che la lingua italiana ha reso mute!”

Intervista:

Io ricordo quando muovevi i primi passi nel mondo dello spettacolo e venivo ad assistere alle tue performances con gli amici, per divertirmi, per ridere, per sgombrare la mente dagli affanni quotidiani. Anche per te, potrebbe essere questa la motivazione che ti spinge a  scrivere e a salire sul palco?

Si, fin da bambino sognavo il mondo dello spettacolo, pensavo al Canto. Poi sono entrato nel mondo del lavoro e ho deposto il mio sogno in un angolo del mio cuore. Nel 1984 il sogno è diventato realtà ed è stato un continuum. Mi dà gioia vedere gli spettatori ridere di pancia, con quella risata che libera la mente dalle tensioni e crea una pausa salutare.

Recentemente hai affrontato un periodo di sofferenza molto molto impegnativo, come hai trovato la forza di superarlo? Hai temuto per la tua vita? 

Si, è vero, la sofferenza è stata tanta ma, in cuor mio sentivo che ce l’avrei fatta, non ho avuto paura e ho vinto.

Gli inglesi direbbero “ Think Positive”. Perchè tutto e fortemente in dialetto?

Perché la gente si diverte moltissimo, qualcuno mi ha detto: non ridevo così da 30 anni! E poi si rafforza il legame con le tradizioni, gli usi e i costumi della mia gente.

 Ti conosco da tanto e so che le tue battute sono innate, non sono costruite a tavolino ma sgorgano spontanee come un ruscello d’acqua fresca! Altra qualità è la totale assenza di volgarità, escamotage a cui, purtroppo ricorrono molti comici per strappare un sorriso! Grazie Enzo

12 febbraio 2017

Guarda Video : 

https://m.youtube.com/watch?v=732Z0XBgzIw&feature=share 

 

Intervista by Carmela Costanzo, autrice

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Carmela Costanzo
CircaCarmela Costanzo

Docente - Socia fondatrice dell'Associazione culturale Nòstos - poetessa Altri articoli

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