#iodamorenonmuoio. La violenza mezzo di sopraffazione

lo stupro l'assassinio e la banca del sesso come mezzo di controllo territoriale e di dominio politico

…continua la IV e ultima parte del libro’ Io d’amore non muoio’ di Arcangelo Badolati, edito Pellegrini presentato a Roma il 23 maggio scorso

mafiaPeppina  ‘Nira

Occhi neri  e scintillanti, nata e vissuta a San Ferdinando (Gioia Tauro), conosceva bene l’ambiente del suo paese ed aveva cresciuto, da sola, due figli. Carnagione scura, capelli corvini, aveva l’aria di una partigiana abituata a sopravvivere agli stenti ed alle imboscate della vita. Mai avrebbe pensato di poter perdere i suoi due figli, in quel modo tragico! Non si arrendeva all’idea di non essere riuscita a salvarli. Ella aveva visto l’assassino che si aggirava  intorno alla sua casa e, mentre parlava col figlio e lo metteva in guardia, una berlina si fermò davanti alla porta della sua casa e dal finestrino sbucò la lupara che vomitò tanto piombo sul figlio Giuseppe.

Si mise a correre come una forsennata ma la macchina era più veloce…allora tornò dal figlio che aveva gli occhi sbarrati che fissavano il cielo! Anche l’altro figlio, quindici giorni, aveva fatto la stessa fine…A ‘Nira sembrava impazzita, andò a deporre in Assise e si ritrovò faccia a faccia con l’assassino Tito Raso che stava nella gabbia. Poi, rivolta al giudice: Quantu haiu e sopportari Presidente? Faciti giustizia di sti ‘ nimali! Il detenuto, rivolto al suo compare: lo sapevo che ‘sta iena avrebbe parlato…è forte e maligna, la dovevamo ammazzare. E lei: ha ammazzato i miei figli come bestie, lo odio…non lo perdonerò mai !

Peppina lasciò l’aula passando davanti ai banchi e lanciò il suo ultimo sguardo di sfida a Tito. Sentiva di aver vinto!

Peppina è solo una delle tantissime donne ammazzate per caso o per necessità, in Calabria, in spregio alla “regola” non scritta che vieterebbe di rivolgere fucili e pistole contro le donne.

Purtroppo la violenza contro le donne, di cui boss e picciotti delle cosche sono capaci, non ha limiti.

DONNE STANIERE E MERCATO DEL SESSOprostituta-1764x700

E’ sempre la donna a subire violenza e così, le ragazze che arrivano dall’Africa e dall’Est, finiscono sulle strade italiane. Vendono il loro corpo e poi debbono versare il danaro ricavato agli sfruttatori i quali sequestrano i passaporti per piegarle ai loro voleri. Fino al 2005, le ragazze dell’Est europeo, destinate a battere sulle strade calabresi, venivano prelevate dai malavitosi albanesi, dalle famiglie originarie, con la forza o con l’inganno. Le future prostitute subivano minacce e pressioni d’ogni genere; erano costrette a prostituirsi seguendo orari massacranti, dal primo mattino alla notte e controllate continuamente da appartenenti all’organizzazione. Il dominio del racket della prostituzione, esercitato dagli albanesi, ha lentamente ceduto il passo agli sfruttatori rumeni i quali hanno il controllo sia della prostituzione sia del caporalato. Le giovani donne, comprate e vendute, come bestie, spesso fanno una brutta fine. A volte i loro corpi vengono sepolti sotto la sabbia del mare e non hanno neppure un nome!

Violenza di genere

In Italia , ogni due o tre giorni, un uomo uccide una donna, spesso in famiglia. La uccide perché la considera una sua proprietà, non accetta che una donna appartenga a se stessa. Ma l’amore con la violenza e con le botte non ha senso e c’è l’abitudine alla tolleranza della violenza che, nel 96% dei  casi viene taciuta (“Taci meravigliata…e allora diventi grande come la terra “ A. Merini)

Nel 1975 la compianta attrice Franca Rame scrisse “ Lo stupro “, monologo che portò, coraggiosamente, in teatro. La sera del 9 marzo 1973 fu caricata su un furgone, torturata e violentata a turno da cinque uomini. Fu uno stupro politico da parte di neofascisti che volevano punirla per le sue idee politiche. Non furono mai arrestati.

 

Franca Rame

Franca Rame

“Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello, la voce, la parola. Il cuore mi batte  così forte contro le costole ad impedirmi di ragionare.  Perché  mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta. Si accendono una sigaretta poi un bruciore insopportabile sul seno sinistro. Il puzzo della lana bruciata deve disturbarli poi, con una lametta mi tagliano il golf, davanti, per il lungo…mi tagliano anche il reggiseno…mi tagliano anche la pelle. Poi la lama passa sul viso! “La spogliano, la violentano a turno e poi le spengono una sigaretta sul collo: “lì, credo di essere finalmente svenuta !”

by Carmela Costanzo

Ti potrebbe interessare la recensione completa :

http://www.alvolonews.it/iodamorenonmuoio-il-feroce-caso-di-fabiana-luzzi/

http://www.alvolonews.it/iodamorenonmuoio-di-badolati-i-femminicidi-che-hanno-sconvolto-la-calabria/

http://www.alvolonews.it/presentato-a-roma-iodamorenonmuoio-di-a-badolati/

Condividi sui social000
Carmela Costanzo
CircaCarmela Costanzo

Docente - Socia fondatrice dell'Associazione culturale Nòstos - poetessa Altri articoli

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*