Kaulon racconta. Prima parte, speciale drago a Casamatta – Punta Stilo

Dagli studi degli archeologi Francesco Cuteri e archietetto Maurizio Diano

Antica colonia della Magna Grecia, i cui resti sorgono nei pressi di Punta Stilo-Monasterace. La città greca si trovava presso il confine tra il territorio di Crotone e quello di Locri. Era, all’origine, colonia achea, poi passata sotto l’influenza della vicina e più potente Crotone. Era fiorente centro d’esportazione di legname adatto all’industria navale. Il poleonimo è lKaulon racconta prima paegato al nome di Kaulon, figlio dell’amazzone Clete, fondatrice della città e capostipite della stirpe delle regine che regnarono su essa fino alla conquista crotoniate. Kaulon visse periodi di floridezza nei quali si coniarono monete proprie, si innalzarono templi e si costruirono città su tutto il territorio. Molto attivi gli scambi commerciali. Dopo secoli di prosperità e di crescita Kaulon venne attaccata e distrutta dai siracusani. L’episodio più noto è quello dell’assedio di cui fu vittima, nel 388 A.C. ad opera di Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. Pur beneficiando dell’aiuto della Lega  Italiota, Caulonia fu distrutta l’anno seguente ed il suo territorio,  strappato a Crotone, fu ceduto a Locri fedele a Siracusa.

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Archeologo Francesco Cuteri

Ricostruita da Dionisio il Giovane, in seguito fu presa dai Campani di Reggio ( 280 A.C.); Nel 209 fu difesa da Annibale contro i Romani i quali la conquistarono nel 205. Da allora la città non fu più abitata e rimase solo, una piccola stazione, sull’itinerario costiero. Dell’antica città greca, che giace sul sito dell’odierna Monasterace Marina, presso Punta Stilo,( antico promontorio Cocinto ), rimangono resti di abitazioni messe in luce presso il faro di Punta Stilo e delle fortificazioni con resti di torri. La cinta muraria con dodici torri, ritrovata da Paolo Orsi, variava da 2 a 5 metri. Delle torri rimangono i tracciati poiché, in epoche successive alla distruzione, da parte dei Campani nel 277 A.C,  il materiale fu usato per altri edifici.

Resti di un santuario sono stati rinvenuti a 200 m a sud-ovest delle mura sul colle della Passoliera, da cui provengono delle terrecotte architettoniche della fine del VI sec. A.C. e conservate nel Museo di Reggio Calabria. Il monumento più importante è il Tempio Dorico che si trova a 100 metri dal mare, in prossimità di Punta Stilo: aveva sei colonne in fronte e 14 sul lato, la copertura del tetto, del V sec. A.C. era in marmo pario.

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Carmela Costanzo, socio fondatore di Nòstos

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Docente - Socia fondatrice dell'Associazione culturale Nòstos - poetessa Altri articoli

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