Kàulon racconta. Seconda parte, La Casa del drago

La casa del drago marino, che compare in uno dei mosaici pavimentali, è una delle abitazioni più lussuose di Kàulon

La casa del drago marino, che compare in uno dei mosaici pavimentali, è una delle abitazioni più lussuose di Kàulon. Drago policromo, ora esposto al Museo Archeologico di Reggio Calabria, decorava la soglia del vano più esteso, all’interno  del quale si può ammirare un riquadro centrale ad onde stilizzate. L’uso di lamine di piombo ci permette di  scandire particolari, altrimenti poco distinguibili, e datare il mosaico al III Sec. A.C.e di considerarlo uno dei più antichi mosaici rinvenuti in Calabria. Santuario della Passoliera. Nel 1916, sulla collina di Terzinale, 800 m.a sud-ovest delle mura di cinta, che delimitavano l’area urbana di Kaulon, Paolo Orsi  individuò un Santuario che rivestiva un ruolo molto importante per la città; in posizione dominante, eIMG_218casa dragoJPGsso poneva sotto la tutela della divinità, la frontiera di Locri, sacralizzando il controllo della città sul territorio circostante. Orsi mise in luce, per la prima volta, il basamento templare e la gradinata monumentale a nord di esso. Gli scavi furono ripresi nel 1961 da B. Chiartano che individuò gli altari  antistanti la fronte orientale del tempio ed una serie di basamenti di varia funzione. Nell’estrema propaggine meridionale E.Tommasello , nel 1970-71, fece emergere un tratto della cinta muraria ed un settore dell’ abitato ellenistico, indice di un cambiamento della destinazione d’uso dell’area. Il tempio, costruito con una pietra calcarea nelle fondazioni, di ottima qualità, in elevato fu edificato su una terrazza artificiale e sopraelevato su un crepidoma di tre o quattro gradini. La cella vera e propria, preceduta da un vestibolo, il pronao (atrio con colonne antistante la cella della divinità) e conclusa da un vano retrostante (l’opidostomo) era circondata da un colonnato (peristasi), di sei colonne sui lati brevi e quattordici o tredici sui lati lunghi. Il Pronao presentava sulla fronte due colonne inquadrate da due pilastrini (ante) e , probabilmente,  c’era un vano (adyton ) accessibile solo ai sacerdoti. Delle colonne si è conservato un rocchio (blocco di pietra a forma cilindrica che compone il fusto di una colonna) ed un capitello. Anche le tegole sono in marmo di ottima qualità , forse proveniente dall’isola di  Paros. L’ 8 ottobre 2013 la scoperta, nel santuario, di una tabella bronzea del V sec A.C. con una dedica in alfabeto acheo. E’ il testo più lungo mai ritrovato nella Magna Grecia.

carmela costanzo

Socio fondatore associazione Nòstos

by Carmela Costanzo, poetessa

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Carmela Costanzo
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Docente - Socia fondatrice dell'Associazione culturale Nòstos - poetessa Altri articoli

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