Massimiliano Ferragina, artista…colore e simbolismo

Una pubblicazione nella nota rivista “Home! L’abitare esclamativo”, che ha inserito sue opere in prestigioso appartamento di Viareggio

Flying Peace

Intervistiamo Massimiliano Ferragina in ambito della manifestazione del Settembre Rendese “Geni comuni” anche se lo seguiamo già da un poco di tempo per l’originalità della sua arte contemporanea, che si manifesta non solo in campo strettamente artistico ma, anche, nella posa d’ installazioni in ambienti particolari con una grande capacità d’adattamento al luogo tramite cromature e simbolismi anche forti.ferragina

Massimiliano Ferragina. Studi svolti alla Pontificia Università Gregoriana, come si coniuga il percorso di studi con la tua natura artistica?

 È stata una conseguenza naturale, perché gli studi filosofici prima e quelli teologici dopo, hanno creato un bagaglio culturale intenso, studi nei quali ho molto meditato sui grandi temi esistenziali : l’Essere, Dio, l’uomo, il Cosmo.  L’arte mi ha aiutato a tirar fuori il mio universo interiore formato alla scuola di Teologia.

 Leggo nel suo profilo di facebook: “Per me l’arte è comunione, l’artista profeta del bello”

Non si deve confondere la figura dell’artista moderno con l’artista contemporaneo. L’artista del nostro tempo deve necessariamente indicare una via: verso la bellezza. Abbiamo bisogno di ritornare alla bellezza, la funzione dell’artista diventa a parer mio, indicare una strada nuova, attraverso l’arte, affinché, l’essere umano possa ancora contemplare. Profeta nel senso etimologico del termine, perché l’artista parla al posto di…, si fa interprete del desiderio dell’uomo di poter contemplare Il Bello, il Vero, il Buono. Comune-unione, perché l’arte contemporanea deve invitare all’emozione, pro-vocare, suscitando una reazione nel fruitore, nel visitatore, in coloro che osservano. L’arte contemporanea nella sua tipicità, inchioda e interpella e chi l’osserva è chiamato a comunicare qualcosa, si crea una comune unione d’intenti tra artista e comunità, la vera arte aggrega e rende l’uomo più vicino all’altro uomo.

 Romano di adozione, ma di Girifalco. Come vive la sua arte nelle due realtà?

Catanzarese di origine, cresciuto nella provincia. Negli ultimi anni sono stato richiamato alle mie origini, anche se vivo e lavoro a Roma, dove ho lo studio. Alcuni amici artisti calabresi mi hanno intercettato geninel mio cammino e da un paio di anni svolgo molte attività in Calabria, potrei quasi definirmi ‘profeta in Patria’, una cosa davvero molto piacevole.

 Mostra premio “Geni comuni”…Settembre Rendese

opera-nero

Oltre il nero

Ho letto il bando del concorso e mi sono interessato all’evento. Questa terza edizione curata dal critico d’arte dottor Roberto Sottile, che ringrazio per la selezione, si inserisce negli eventi del Settembre rendese, mi sembrava davvero una bella occasione artistica; fra l’altro manifestazione molto ricca di nomi illustri tra gli artisti selezionati, che si svolge presso il prestigioso Museo del Presente.

L’opera presentata?

Fa parte di una serie e ve ne sono diverse con questo titolo: Oltre il nero

Rappresenta la possibilità di superare momenti di oscurità della vita nei suoi diversi aspetti, ma anche riferibile all’oscurità della vita futura. Ho voluto richiamare l’attenzione su un Nero portatore di speranza. Rivoluzionandone il significato comune ad esso attribuito. Attraverso questo Nero si intravedono nuove albe, il Nero nella mia tavolozza cromatica e simbolica è tuttavia un elemento che attira, non respingente. Come dire che il momento più buio delle vita è sempre quello più vicino all’alba. Oltre il Nero, la luce.

Altre opere della sua produzione che mi colpiscono sono la bambola a faccia in giù su un corpo che ricorda la Sindone e un’ultima installazione, presentata di recente a Siderno, composta da piatti di plastica colorati sospesi come a formare una tenda.

Sin-donne

Sin-donne

Sono entrambe installazioni molto forti e profondamente simboliche. La prima si chiama Sindonne, una sindone al femminile impressa su un lenzuolo, siamo abituati ad associare l’uomo della Sindone, ma l’installazione richiama il tema della manifestazione, dove ho presentato l’opera,  il tema era La donna in ogni sua sfaccettatura. Ho creato una Sindone al femminile simbolo di tutte le violenze contro le donne, e in particolare le spose bambine. I pupazzi e le bambole a testa in giù, rappresentano il diritto negato ad avere un’infanzia. Bimbe spose costrette a sposare uomini molto più grandi di loro, il lenzuolo del talamo nuziale diventa per loro sudario. Denuncia e grido, affinché, queste pratiche non siano definite cultura di una determinata etnia ma vere e proprie violenze. L’altra è stata pensata per la mia mostra personale presso l’Associazione Culturale l’Ariete in Siderno, presidente dell’associazione lo storico dell’arte e giornalista di FimminaTV dottoressa Laura Dominici. L’installazione porta il nome di Flying Peace, pace volante. Visto il tempo di violenza in cui viviamo ho lanciato un messaggio di pace proprio da Siderno, realizzando una bandiera della pace fluttuante, con 140 piatti colorati (come i 140 conflitti attivi sul pianeta in questo momento). Il visitatore poteva passare, ma anche solo il vento, attraverso di essa, provocando un movimento, un movimento segno di pace che da Siderno volava verso il mondo, ognuno anche inconsapevolmente si è fatto promotore di messaggio di pace. Il nome dell’opera “pace volante”, girerà l’Italia e si ispira sia all’arte cinetica sia all’arte povera.

Il cromatismo appare importante nelle sue opere. Si ispira a qualche artista del passato?

La mia ispirazione artistica nasce dalla forte attrazione verso i colori, con la loro possibilità emozionale, vado ad indagare la percezione, che attraverso l’occhio umano il colore produce nella sfera emotiva. L’arte emozionale, diciamo, è il punto di partenza. Organizzo per adulti anche dei workshop di codesta arte. Riguardo agli studi dei grandi del passato mi riferisco al mostro sacro Kandinsky per il quale il colore ha una grande carica emotiva e non solo funzione decorativa. Vi è un mondo simbolico importante nella mia arte, anche in riferimento al divino, l’artista di riferimento in questo senso è senz’altro Chagall. Continuo a studiare e fare ricerca perché non si finisce mai di trarre spunti ed elementi. “Lo spirituale nell’arte contemporanea”, testo del maestro Kandinsky l’avrò letto cento volte dal quale ogni volta traggo grande ispirazione.

Quando inizia la ricerca artistica rivistacome autore?home-2

Esperienza decennale che vede il debutto ufficiale nel 2012, fino a quella data dipingevo per me stesso e tenevo tutto nel mio studio. Poi l’incontro con un Critico d’arte che mi ha spinto a esporre, anche in contesti diversi, come alcuni palazzi nobiliari di Roma e fuori, tante gallerie della Città, partecipo con molta gioia al premio Open Art annualmente di Margutta Arte. La pubblicazione ultima nella nota rivista “Home! L’abitare esclamativo”, che ha inserito nel numero Luglio-Agosto alcune mie opere in prestigioso appartamento di Viareggio, dedicando 4 pagine con una tiratura di 70mila copie sul territorio nazionale, è stato per me un grande successo.

Che cosa direbbe ai giovani della nostra terra di Calabria che si affacciano all’arte?

C’è tanto talento in Calabria ma, davvero, tanta timidezza. Quasi si nascondono gli artisti, soprattutto, i talenti, difficilmente emergono, escono allo scoperto, in un contesto di mecenatismo esasperato. Non si abbassa la testa si deve avere il coraggio di mostrarsi, e difficilmente adagiarsi sugli allori del momento e assumersi sempre le responsabilità di ciò che si fa nell’esporre. Non si fanno mostre per riempiere curriculum ma per comunicare se stessi come artisti. L’artista deve sedurre e accompagnare, deve essere un mentore e non un “controllore”. Ci vuole coraggio ad uscire da atteggiamenti antichi di sudditanza, sia per l’artista emergente che per l’artista affermato.

by Lucia De Cicco, pubblicista

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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