La via della seta che gemella Mendicino e Caserta

Sono ufficialmente gemellate Mendicino e Caserta: due centri uniti da un filo di seta, la via della seta arriva nella città del cosentino anni orsono, nel tempo ne aveva conservato solo il nome ma tutto ciò che rendeva il piccolo, allora paese, era scomparso con le sue filatrici e con gli alberi di cui si nutrono i bachi. Eccetto l’antica filanda,  Filanda Gaudio, ove ha sede il Museo storico multimediale della seta, dove sono custoditi documenti e attrezzature per la lavorazione della seta

il sindaco Antonio Palermo ne vuole però rilanciare non solo la memoria, ma anche la possibilità che tutto torni a vivere e prendere forma, lavoro che ormai porta avanti da cinque anni e che intende ancora svolgere nei prossimi anni se i cittadini gli daranno ancora il consenso nelle prossime imminenti amministrative. 

La cerimonia di gemellaggio si è tenuta  in piazza Municipio della  città di Mendicino, alla presenza dei due Primi Cittadini, una delegazione del Comune di Caserta, i rappresentanti delle istituzioni , i rappresentanti militari e tantissimi cittadini.
L’elemento che ci unisce, ha affermato il sindaco di Caserta  Carlo Marino,  non è solo il tessuto ma l’elemento culturale che può diventare occasione per i nostri giovani.

In concreto  l’incontro  pone in campo iniziative in tema economico  oltre il culturale, che da tempo Mendicino porta avanti non solo con il suo museo,  anche con la nascita di una compagnia teatrale I Baki e con la creatività della sua ideatrice Imma Guarasci, che ha dedicato una suo master al Siricu di cui porta il nome. Compagnia che si sta distinguendo per i numerosi premi raggiunti con le sue performance .

Un giorno storico che non dimenticherà di certo la città di Mendicino  che farà forse il punto di partenza per progetti futuri che riguarderanno aspetti commerciali e turistici, anche in vista del più ampio quadro nazionale attorno alla seta e alla sua produzione. 

Saluti istituzionali da parte del Prefetto di Cosenza, Paola Galeone, dall’Assessore regionale Maria Francesca Corigliano e del presidente della Provincia Franco Iacucci, hanno firmato il documento contenente il patto di gemellaggio. Infine, è stata scoperta la targa e una statua simbolo del momento.

 

Nota storica da web Original Italy sulla seta e sua tradizione  nella provincia di Caserta.

Pregiata. Anzi: pregiatissima. E’ antica, tradizionale, nobile, elegante. E’ la seta di San Leucio, frazione di Caserta nota in tutto il mondo per la sua stupenda Reggia e  che rappresenta la più aristocratica tradizione artigianale locale. Una tradizione che risale addirittura ai tempi della regina Amalia, moglie di Carlo III di Borbone, che per prima portò a San Leucio l’attività serica, che andò poi sviluppandosi ulteriormente alla fine del Settecento quando, sotto il dominio di Ferdinando IV, figlio di Carlo III, nel Real Cortile del Belvedere si inaugurò un laboratorio per la trattura della seta e gli artigiani di San Leucio divennero insuperabili nella creazione di veli e nella produzione dell’organzino.

Tutto inizia dal baco da seta, la cui larva nasce dalle uova schiuse in primavera, compie tre o quattro mute e quindi ‘fila’ il bozzolo, dove subisce la metamorfosi che la trasforma prima in crisalide e poi in farfalla. Il filo prodotto dal baco può essere lungo anche centinaia di metri, e diventa rigido grazie alla sericina. La vera e propria produzione della seta parte con la ‘trattura’, cioè la fase in cui, dopo aver dipanato il filo dal bozzolo e averlo ammorbidito immergendolo nell’acqua calda, lo si tira sino a formare delle matasse. Segue poi la fase della tessitura, con la quale si realizza, utilizzando telai a mano, il tessuto vero e proprio. Infine, il tessuto subisce tutta una serie di operazioni di rifinitura come, per esempio, la “marezzatura”, cioè la compressione sotto grandi cilindri, cui fanno seguito l’apprettatura, la cimatura e la piegatura.

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La squadra di Governo della città di Mendicino attuale e che si ripropone alle prossime amministrative

 

 

 

 

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Lucia De Cicco
CircaLucia De Cicco

Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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