La voce un approccio spirituale per cantare…

La conferenza presso la chiesa di Loreto, in Cosenza con la Maestra israeliana Miriam Jaschierowicz Aman

Miriam Jaschierowicz Aman è un insegnate di canto, o meglio è un’insegnante della voce, ma non la voce come possiamo intenderla noi, ma la voce, che risiede in un posto preciso e che rimarrà sempre attiva anche col passare del tempo e con qualunque problema che andrà ad affrontare nel corso della sua permanenza in noi.
Oggi terrà una conferenza sul tema presso la sala conferenza Rogliano della Chiesa di Loreto a Cosenza, a partire dalle 16,00. Ma noi l’abbiamo intervistata prima dell’inizio della conferenza per comprendere meglio e darvi la possibilità di seguire la stessa con più strumenti per la comprensione.
Miriam è Israeliana ma cittadina del mondo, visse in Germania si trasferì in America con la famiglia, gira di frequente a portare la testimonianza del suo dono, un dono inaspettato e piovuto dall’Alto, in un momento difficile della sua vita, che gli aveva cancellato i sogni più alti, come la possibilità di cantare.
Ha fondato l’INT un’Accademia per lo sviluppo della voce in Tiberiade, International Istitute of Voice Development Ltd. Israel – Tzfat, Tiberiade.

Ci appare subito una persona preziosa per la sua accoglienza, molto comunicativa e con una “voce” calda e solare.
Ma come fa la voce a non modificarsi nel tempo? Lei ci risponde dicendoci: quanto tempo ha? Con un largo sorriso.

“Il discorso della voce, dice la maestra Miriam, ha un qualcosa di molto profondo che non si può riassumere in una piccola conversazione (lei ha scritto tanti libri sul tema almeno 10). Ciò che possiamo dire è che il lavoro che vado a svolgere è molto complesso e semplice allo stesso tempo. Ciò che rappresenta la voce è un dono, che abbiamo e non conosciamo, ma che usiamo “

Il suo lavoro in che cosa consiste precisamente, maestra Miriam?
Vado a prendere la voce dal carcere dove l’abbiamo confinata e la riporto alla gloria di ciò che era davvero un dono, un dono di Dio. Noi usiamo uno strumento in una maniera, perché non conosciamo altro modo per farlo esprimere diversamente. Tutti insegnano alla stesso modo, perché dicono le stesse cose. Ma esiste la vera tecnica e la conoscenza di quello che è la voce.

Quando inizia il suo lavoro di conoscenza e d’ insegnamento?
Il mio lavoro è stata la mia vita. Ho subito due operazioni nella gola, cantando male e usando la mia voce allo stesso modo. A 19 anni ho subito la prima operazione alle corde vocali, perché avevo noduli sulle corde. La mia voce era rauca con indicibile sofferenza. Dopo il primo intervento ho cercato una soluzione. Da un medico all’altro non mi hanno saputo dare indicazioni per cercare una cura del mio problema. Dopo quasi 4 anni ritento l’intervento, ma non è andato proprio a buon fine. Non ho parlato per sei mesi. Nessuno era in grado di aiutarmi e non vedevo soluzioni, sentivo che la mia vita era finita. Allora mi sono rivolta a Dio, chiedendo a lui un patto: ‹‹Tutto ciò che m’insegnerai insegnerò, non entrerò in teatro come una cantante.›› Da allora sono trascorsi 35 anni.

Possiamo definirlo un grande sacrificio in cambio della voce?
Diciamo che nel momento che ho espresso il mio desiderio ho rimosso l’altro di cantare, automaticamente, non ho cercato d’ingannare Dio in cambio del suo dono. Ma davvero non m’importava più essere su un palcoscenico. Da quel momento non mi sono mai sentita di voler fare altro che trasmettere ciò che avevo ricevuto.

Ma qual è il luogo dove risiede la nostra voce?
Un posto diverso di quello a noi conosciuto. La voce pensiamo sia nel posto dove è alloggiato lo strumento che siano le corde vocali. Ma non è possibile circoscrivere la voce in una scatola vocale, composta dai vari organi, che costituiscono lo strumento. Per questo motivo le carriere dei cantanti, oggi, hanno vita breve. Il mio lavoro è quello di costruire e ricostruire quello che è lo strumento vocale non nella sua scatola, ma dove si suona realmente. Ma per sapere come fare deve assistere alla conferenza. (Accompagna questa battuta a una bellissima risata nonostante fosse raffreddata).

Chi sono i suoi allievi?
Il vero lavoro non è fisico, ma mentale, un lavoro di ascolto interno, di conoscenza come si suona lo strumento e considerarlo un strumento qualsiasi. Si deve imparare l’uso dello strumento e per suonare ci sono regole, poche, ma complesse, perché il passato ci ha fatto pensare in una direzione, che deve essere cambiata e ciò richiede una rieducazione. Conosco come collegarmi nel posto della voce. Mi occupo anche di persone, che hanno gravi problemi di parola, in due tre mesi io posso aiutarli. Insegno ad ogni età e tipo di cantante, ma anche problemi gravi di gola.

Perché ha scelto la nostra Città, ma anche l’Italia per la sue conferenze?
In maggio sono stata premiata all’Università di Catania dalla Società Italiana per la medicina per il mio lavoro sull’autismo e la voce. E allora sono felice di essere in Italia e vorrei aprire un’accademia anche qui. Perché lo sappiamo, l’Italia detiene il primo posto nel mondo per la lirica, per me la voce italiana è la più bella del mondo e così anche la lingua italiana è la più disponibile al canto. E poi io devo portare al termine ciò che ho ricevuto, non viviamo per sempre, e devo trasmettere agli insegnanti ciò che ho ricevuto. Mi è capitato d’invitare tutti i conservatori d’Italia, gratuitamente, a Milano nella conferenza per ascoltare le voci dopo un giorno di lavoro sulla tecnica. Devo dire che neppure uno ha risposto, perché portano avanti un lavoro, che crea carriere a termine breve e dopo la voce si rompe. Ma non conoscono il metodo di ricostruzione della stessa e ciò che è peggio che questi cantanti insegneranno alle nuove generazioni un metodo a termine che fallisce e ciò penso sia un crimine. Un insegnate deve conoscere la tecnica, ma non deve mai cantare, per il suo allievo. Nel momento in cui l’allievo sente la voce dell’insegnante, vorrà modificare il suo stile per avvicinarsi a quello del maestro.

Un evento organizzato dall’Università della terza età.

Servizio by Lucia De Cicco, pubblicista

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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