L’Ipasvi di Cosenza non ci sta alle accuse rivolte loro da Giancarlo Scarpelli, direttore dell’unità di neonatologia dell’Annunziata

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Riceviamo e pubblichiamo da Ipsavi Cosenza

<<Ci fa immensamente piacere che il Dott. Scarpelli si sia interessato all’Ipasvi ma riteniamo fornire alcune precisazioni in merito a quanto apparso sui quotidiani. Lungi da noi volere polemizzare poiché riteniamo che la sanità calabrese ha bisogno di certezze e sostegno e noi lo abbiamo fatto sempre. Come abbiamo più volte scritto e parlato di eccellenze non solo a Cosenza ma nella Calabria intera. E vogliamo ricordare che gli infermieri svolgono un ruolo importantissimo in questi contesti>>. L’Ipasvi di Cosenza non ci sta alle accuse rivolte loro da Giancarlo Scarpelli, direttore dell’unità di neonatologia dell’Annunziata.  

<<È d’obbligo, però, premettere che  l’Ipasvi di Cosenza non deve dare conto certamente a lui di quanto scrive e produce e che quanto riportato è semplicemente il frutto delle tante istanze raccolte dai colleghi non solo dell’A.O. di Cosenza ma anche degli ospedali provinciali pertanto non ci siamo dovuti inventare nulla. Molto probabilmente  Scarpelli non legge giornali, non guarda tv e non ascolta emittenti radiofoniche da tempo altrimenti avrebbe scoperto che abbiamo sostenuto più volte il management dell’A.O., arrivando a complimentarci per avere prodotto richiesta(unica azienda al momento) alla regione, per il concorso di dirigente SITROS. Pertanto nessun attacco da parte nostra verso l’attuale management che sta gestendo una situazione certamente non facile. Per quanto riguarda il discorso della “..visibilità  e la strumentalizzazione a fini personali..” non capiamo quali siano i “fini personali” ed a chi è rivolto visto che questo gruppo ha lavorato solo ed esclusivamente per la categoria e non per qualcuno. Ma capiamo le difficoltà del Dott. Scarpelli nel comprendere che si può lavorare per una comunità senza interessi personali. Un riflessione sul fatto di “..ergersi a paladini delle strutture sanitarie..”. non ci siamo mai attribuiti questo ruolo, semmai siamo stati e saremo i difensoridegli operatori che ci lavorano tra mille difficoltà ed ancor di più lo saremo dei pazienti poiché gli ordini ed i collegi sono nati proprio per questo. Ma, se come scrive lo stesso Scarpelli, non mancano le risorse ,si vuole per caso insinuare che manca l’organizzazione?? Condividiamo sugli spoke che già da tempo non fanno filtro ed è bene ricordare che lo stesso Dott. Scarpelli  è stato Direttore Generale dell’ASP di Cosenza dove sono collocati gli stessi spoke. E pur non essendo dei Manager di alto profilo riusciamo, nel nostro piccolo, a fare ragionamenti semplici ma realistici. Ma torniamo all’articolo da noi pubblicato, rileggendolo non abbiamo riscontrato attacchi verso nessuno ma abbiamo preso atto di una situazione generale ed abbiamo chiesto quello che tutti chiedono da tempo: la stabilizzazione dei precari e di chi ha requisiti previsti, l’espletamento dei concorsi al più presto, l’assunzione di personale di supporto, l’espletamento dei concorsi per dirigenti delle professioni sanitarie ed il rispetto degli accordi. Abbiamo scritto delle strutture fatiscenti e non ci sembra che i nostri ospedali siano messi bene, a meno che non si voglia negare anche questo. Ma sarebbe troppo davvero. Non ci sembra abbiamo chiesto e scritto cose diverse dagli atti aziendali e dalle linee giuda regionali. E lo abbiamo fatto al solo fine di offrire una sanità dignitosa che rispetti i diritti dei cittadini calabresi. Molto probabilmente qualcuno non è d’accordo su questo. Ce ne faremo una ragione ed andremo avanti per la nostra strada. Succede di avere cadute di stile ma ogni tanto un passo indietro è una dimostrazione di coerenza e di grande personalità. Al Dott. Scarpelli riconosciamo la sua grande professionalità e siamo certi che quanto scritto non voleva essere un attacco alla nostra istituzione ma un modo per dare fiducia ai cittadini nel ribadire che esiste una sanità buona anche a Cosenza. Noi ne siamo più che convinti già da tempo ma è innegabile che si possa e si debba fare di più. Ognuno nel proprio ambito ed ognuno nel proprio ruolo, senza ingerenza alcuna. Su questa strada condivideremo con chiunque percorsi ed obiettivi. Al management aziendale gli auguri di un proficuo lavoro convinti che gli infermieri saranno protagonisti di un cambiamento culturale non più rinviabile.

 

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