Nulla è così scontato, l’esperienza di Valeria Davide

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A GIACOMO

Un palloncino rosso colora il tuo lettino;
in candide lenzuola
si consuma il tuo destino.
Con gli occhi aperti al cielo
hai voglia di gridare:
che nel tuo inerme corpo
non ci vuoi più restare.
Che ingiusta la tua vita
ha preso i tuoi colori,
le corse in bicicletta,
le gioie ed i sapori.
Andavi in altalena
per le vacanze al mare;
volevi solo crescere,
ridere e saltare.
Ma dal tuo breve tempo
non chiedi nulla più
hai solo tanta voglia
di andartene lassù,
tra tutti gli angioletti,
bambini come te
nati per insegnarci:
la vita che cos’è.
Perdona piccolino
chi non l’apprezza mai,
chi gioca con la morte
e non ringrazia mai!
Invece mi hai insegnato
molto e non lo sai,
c’è tanto senso nel dolore
che ci lascerai.
Povero Giacomino
reciso come un fiore
afferra il palloncino
e vola in alto, amore!
Valeria D.

Scrivere, per tradurre il dolore che si prova quando la malattia colpisce la vita di un bambino, non è semplice. La lenta agonia, l’incapacità di cambiare il destino, l’ingiustizia, la rabbia e la tristezza ti trascinano in un buco nero senza uscita. In seguito a una mia personale esperienza in ospedale,  ho scritto questa poesia per Giacomo, un ragazzino malato in fase terminale, che nel silenzio della sua sofferenza mi ha dettato questi versi che condivido… perché spesso i doni della vita ci sembrano scontati.

valeria davideby Valeria Davide

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CircaLucia De Cicco

Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos lucia.decicco.70@gmail.com Altri articoli

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