Occhiuto inaugura le installazioni del Programma Landworks Calabria 2017

 “Invertire la rotta sul processo di costruzione della città. Basta con la musealizzazione del centro storico. Occorre riportarvi la vita”

“Le scelte urbanistiche del passato, quando il processo di costruzione della città avveniva attraverso le fasi di stratificazioni storiche, ricostruendo porzioni di abitato che erano in qualche modo decadenti, non sono state senza conseguenze. Questo processo di costruzione della città ha oggi necessità di essere invertito. Oggi il centro storico non può più essere conservato così com’era, altrimenti diventerebbe sostanzialmente un centro storico musealizzato e a rischio crollo. Oggi deve essere portata avanti un’altra idea che è quella della tutela del centro storico, ma nello stesso tempo della sua valorizzazione”.

Lo ha detto il Sindaco Mario Occhiuto intervenendo nel pomeriggio di oggi, nel centro storico della città, all’inaugurazione delle tre installazioni che hanno concluso il Programma Internazionale di sperimentazione “Landworks Calabria 2017”, coordinato dal prof.Stefan Tischer dell’Università di Sassari e che ha visto la presenza a Cosenza, presso le residenze artistiche dei BoCs art, di circa 40 studenti provenienti da tutto il mondo. Suddivisi in gruppi di lavoro guidati ciascuno da un team leader, i ragazzi, sotto la guida di professionisti del settore, particolarmente esperti nell’effimero e nel temporaneo, hanno realizzato, in dieci giorni di permanenza in città, alcune installazioni (che da temporanee potrebbero anche diventare permanenti) per contribuire al recupero innovativo, al rinnovamento e alla ripresa economica del centro storico della città.
“Non si può pensare di tutelare il centro storico conservandolo così com’è, ma in questi vicoli e in queste piazze bisogna – ha aggiunto il Sindaco – riportare la vita e quindi delle attività e degli interessi che diventino anche una rendita”.
E, in effetti, le tre installazioni inaugurate oggi “rappresentano – nelle parole del Sindaco – delle piccole cellule da cui si può portare avanti un’idea condivisa insieme alle persone che abitano nella città antica, in una vivibilità che deve essere considerata come una buona pratica da tutti i cittadini”. La prima installazione, “Selva Oscura” è frutto del lavoro del team guidato da Antonio Scarponi. Nel quartiere Santa Lucia è stato realizzato, su una radura, un rifugio la cui funzione è anche quella di rendere lo spazio più attrattivo. Oltre al rifugio, anche un piccolissimo e simbolico campo di calcio a disposizione dei bambini del posto. Il tour di oggi pomeriggio, cui ha partecipato anche l’Assessore all’Urbanistica della Regione Calabria Franco Rossi, è proseguito in via Abate Salfi. L’appuntamento era con la seconda installazione, “Should I Build or Should I Grow”, realizzata dal team guidato da Ferdinand Ludwig e Sergio Sanna e ricavata all’interno di Palazzo Ventura. Come non ha mancato di spiegare il prof.Stefan Tischer, si è trattato di voler sottolineare “un’ulteriore stratificazione del centro storico, creata dal crollo del Palazzo che ha riempito tutto il pianterreno, dimostrando che a volte da un evento negativo, come, appunto, un crollo, possa scaturire, attraverso la crescita delle vegetazione spontanea, un nuovo tipo di spazio che merita di essere integrato nel centro storico, ovviamente attraverso una opportuna messa in sicurezza”.
La terza ed ultima installazione “Il Tesoro…”, è stata, infine, inaugurata nel sito della chiesa diroccata di Santa Teresa d’Avila sul colle Triglio, nei pressi della Galleria Nazionale di Palazzo Arnone: La realizzazione appartiene al gruppo di lavoro guidato da Christian Phongphit. Soddisfatto per il lavoro svolto dai team del Programma Landworks, il Sindaco Occhiuto ha, inoltre, detto che “l’Amministrazione comunale deve cercare, in modo sistemico, di trovare la soluzione perché ci possa essere maggiore attenzione in questi luoghi e creare anche quell’economia che poi porti i privati a fare degli investimenti. Bisogna, dunque- ha detto ancora il primo cittadino – dare strumenti nuovi a chi guida le città, soprattutto strumenti di tipo legislativo per far sì che si possa intervenire anche sugli edifici privati, con risorse pubbliche. Ed occorre – ha aggiunto Occhiuto – avere anche un’idea diversa in relazione anche al concetto di tutela portato avanti dal Ministero dei beni culturali e dalla Soprintendenza, in base al quale il centro storico diventa intoccabile. Se rimane intoccabile vuol dire che crollerà, perché non essendoci interessi, assisteremo ad un progressivo degrado irreversibile che ci sottrarrà quella che è la nostra risorsa più importante che viene dal passato e dal nostro patrimonio identitario, e che, purtroppo, non potrà più costituire una risorsa per il nostro futuro”.

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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