Ospedale: Consiglio comunale approva due documenti

Approvate anche le modifiche alla delibera del Commissario straordinario sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio

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Il Consiglio comunale, presieduto da Pierluigi Caputo, ha votato, al termine del dibattito sull’ordine del giorno (presentato dai consiglieri Guccione, Fabiano, Ambrogio, Cassano, Covelli, Mauro, Morcavallo e Rende) relativo al Pronto soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata, due distinti documenti, uno proposto dalla maggioranza e l’altro dalla minoranza.

Maggioranza e opposizione, convergenti sulla necessità di realizzare un nuovo Ospedale a Cosenza, pur avendo tentato di arrivare alla stesura e alla conseguente approvazione di un documento unitario, si sono poi divise solo sulla individuazione del sito dove dovrà sorgere la nuova struttura (per la maggioranza la collina che porta dal centro città fino al Mariano Santo; per la minoranza la zona di Vaglio Lise).

A dare lettura del documento della minoranza è stato il Capogruppo del PD Damiano Covelli. Quello della maggioranza è stato letto in aula dalla consigliera comunale Alessandra De Rosa.

Ad essere votato per primo, il documento della maggioranza che è passato con 12 voti a favore. 7 i consiglieri che si sono astenuti. Sul documento della minoranza, 6 i consiglieri favorevoli e 13 gli astenuti.

Questo il testo del documento della maggioranza:

considerata la reale emergenza civica derivante dalle gravissime insufficienze organizzative del DEA dell’Ospedale civile dell’Annunziata;

preso atto delle valutazioni rese dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, dottor Achille Gentile,in replica all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Cosenza sul DEA del 25 agosto 2016;

attesa l’assoluta indifferibilità di decisioni mirate alla risoluzione definitiva delle criticità strutturali del DEA dell’Azienda Ospedaliera;

interpretando le ragioni di unitarietà strategica riconducibili all’adozione di soluzioni ispirate all’unanimità e alla condivisione tra tutte le espressioni politiche, sociali e civiche rappresentate nel Consiglio comunale;

considerato il protrarsi delle condizioni di inefficacia dell’attuale Giunta regionale nella formulazione di soluzioni strutturali a sostegno dell’emergenza sanitaria ed ospedaliera in cui versa la città di Cosenza e, in particolare, il DEA dell’Ospedale Civile dell’Annunziata, la maggioranza di Palazzo dei Bruzi adotta la seguente risoluzione programmatica. Impegna il Consiglio comunale e il Sindaco verso la promozione:

- di opportune iniziative di sensibilizzazione politica, regionali e nazionali, mirate al superamento della vergognosa condizione di abbandono strutturale, finanziaria e organizzativa del DEA dell’Ospedale;

- di iniziative di sensibilizzazione e pressione sul management politico regionale per il trasferimento, sui presidi sanitari territoriali, degli accessi e delle prestazioni riconducibili a codici d’intervento bianchi e verdi attualmente in carico al DEA e dirottarli su poliambulatori specialistici territoriali per favorire la capillarizzazione di punti d’intervento per patologie non acute e consentire così il decongestionamento dei volumi di domanda d’assistenza presso il DEA;

- della realizzazione di una struttura per la prevenzione sul territorio in modo da decongestionare l’Ospedale e migliorare i servizi ai cittadini;

- della realizzazione di una nuova struttura ospedaliera integrata nella collina che porta dal centro città fino al Mariano Santo, con un parco costruito al posto dei vecchi edifici degli anni settanta e realizzato come campus universitario di Medicina, con alloggi per i medici e tanto verde.

Fin qui il testo del documento approvato dalla maggioranza.

Questo, invece, il documento che ha riportato il voto favorevole della minoranza:

in riferimento alla situazione di difficoltà ed emergenza dell’Ospedale dell’Annunziata, il Consiglio comunale di Cosenza, nonostante:

- il numero dei posti letto complessivi assegnati con il decreto di riordino della rete ospedaliera sia di 705, ancora non attivati sono quelli che dovranno trovare allocazione al Mariano Santo, perché in fase di adeguamento strutturale;

- sia stato raggiunto in livello di 330 accessi giornalieri nel pronto soccorso  con una percentuale dell’82% circa di codici bianchi e verdi;

- la Direzione strategica dell’ASP di Cosenza e quella dell’Azienda Ospedaliera abbiano sottoscritto un apposito protocollo operativo che disciplina il trasferimento, tramite il 118, di pazienti in emergenza/urgenza che hanno bisogno di consulenze specialistiche di approfondimento diagnostico e/o di ricovero;

- sia stato completato lo stabile di dermatologia oncologica del Mariano Santo e siano in corso di trasferimento delle nuove U.O.C. che troveranno allocazione all’interno dello stesso immobile, liberando così spazi e posti letto del Presidio Ospedaliero dell’Annunziata;

- sia stata acquistata la PET, fatto storico per la città e la provincia di Cosenza, che rappresenta il primo tassello per l’istituzione del Polo Onco-ematologico dello Sabilimento Ospedaliero “Mariano Santo”;

- sia stato acquistato l’acceleratore lineare, un nuovo angiografo per la terza sala di emodinamica, un nuovo server per i laboratori e sia stato previsto un potenziamento con l’introduzione di ulteriori tecnologie;

- si siano concluse ben 39 procedure concorsuali per l’assunzione di Medici, Infermieri e OSS, oltre alla stabilizzazione di tutto il personale precario, alcuni da oltre 20 anni e siano in corso le procedure per il concorso di 9 primari che saranno nominati entro il prossimo 31 dicembre;

- siano stati sbloccati cantieri per 23 milioni di euro, per adeguamento strutturale e tecnologico delle U.O.C., oltre all’ampliamento del DEA con la costruzione di nuove sale operatorie;

- la stessa Azienda Ospedaliera sia riuscita ad ottenere la deroga per l’assunzione di nuovi operatori sanitari (medici, infermieri ed OSS) ed a migliorare il comfort in alcuni reparti in attesa della costruzione di un nuovo complesso ospedaliero;

considerato che:

- continua a permanere una condizione di emergenza, determinata anche dal fatto che l’Ospedale civile dell’Annunziata è diventato il riferimento di una diffusa e complessa domanda sanitaria su scala territoriale provinciale;

- appare evidente che i vincoli del piano di rientro pesino notevolmente sulla situazione di emergenza venutasi a determinare all’Ospedale di Cosenza e, in particolare nel Pronto Soccorso;

- le scelte finora operate nella programmazione della rete ospedaliera regionale non hanno facilitato l’integrazione tra la funzione dei presidi SPOKE con gli HUB ospedalieri;

Impegna il Sindaco a convocare la Conferenza Provinciale dei Sindaci al fine di fare il punto sulla situazione del comparto sanitario a Cosenza e in tutta la provincia.

Alla luce di tutto ciò, il consiglio comunale – prosegue il documento della minoranza – ritiene fondamentale la realizzazione del nuovo Ospedale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dallo studio di fattibilità, e delle disponibilità finanziarie già esistenti. La città non può perdere l’occasione di avere un efficiente, moderno e funzionale nosocomio. In attesa della realizzazione del nuovo ospedale devono comunque essere garantiti interventi in grado di affrontare il deficit strutturale dell’Annunziata, favorire il suo potenziamento tecnologico e delle risorse umane attraverso un preciso cronoprogramma. Nel documento della minoranza anche la sollecitazione da parte del Consiglio comunale dell’attuazione del decreto Balduzzi, procedendo alla istituzione di una UCCP su tutto il territorio. Ne serve – si sottolinea nello stesso documento – almeno una per ogni distretto sanitario. Sollecitata, infine, anche la realizzazione delle AFT (aggregazioni funzionali territoriali) per garantire la continuità assistenziale territoriale.

Sulla questione dell’Ospedale, dopo il dibattito (i cui particolari saranno riferiti domani in un altro comunicato stampa) che ha fatto registrare gli interventi dei consiglieri Maria Teresa De Marco, nella sua qualità di Presidente della commissione consiliare sanità, di Francesca Cassano, Francesco Cito, Marco Ambrogio, Anna Fabiano, Giovanni Cipparrone, Enrico Morcavallo, Piercarlo Chiappetta e Damiano Covelli, è intervenuto anche il Sindaco Mario Occhiuto.

Occhiuto ha ricordato di essere stato “l’unico  sindaco in Italia che per sbloccare una situazione creatasi nei reparti del pronto soccorso dell’Ospedale, che aveva fatto emergere una situazione di pericolo anche per i medici, con un atto forte emanò un’ordinanza contingibile ed urgente. Il Sindaco – ha sottolineato Occhiuto – è la massima autorità in caso di catastrofe, di un pericolo imminente, quando deve ordinare uno sgombero, ma non organizza la sanità.

Quell’ordinanza – ha ricordato ancora Occhiuto – è stata impugnata dalla Azienda sanitaria ed è stata quindi respinta. Non solo ho superato il limite consentito, ma c’è stato sempre un nostro diretto coinvolgimento. Eppure – ha aggiunto Occhiuto – le Conferenze dei sindaci sono andate deserte. Decine i documenti approvati all’unanimità, ma rimasti sempre inascoltati. Ho partecipato agli scioperi insieme ai medici e ai sindacati. Non accetto pertanto le critiche perché sono ingenerose, in quanto l’Amministrazione comunale ha fatto quello che poteva fare. Anche quando è venuto qui il Presidente Oliverio, noi abbiamo dato segnali di apertura. Sono stato io a difenderlo sotto il fuoco incrociato dei suoi amici di partito. Noi non ci prestiamo a queste cose. Ci rapportiamo con franchezza ad argomenti importanti come quello dell’Ospedale. Non sono un esperto di sanità, ma non ci vuole un tecnico per capire che sul pronto soccorso c’è un problema di fondo. Se gli altri ospedali della  provincia chiudono, è chiaro che chi ha bisogno di cure si riversa sulla città”.

Occhiuto ha proposto di concentrare i servizi negli ambulatori. “Se non ci sono più e non sono più convenzionati – ha detto ancora – vanno tutti al Pronto soccorso.

Nel 1939 fu realizzato un ospedale fantastico per quel periodo. Le risorse che sono state spese negli anni sono state impiegate senza alcuna programmazione, come  quelle che sono servite per realizzare dei corpi aggiunti. La programmazione in Calabria è stato questo, creare dei corpi aggiunti, inutilmente.

Siamo la regione più ricca di risorse ambientali, culturali ed umane, ma siamo la più povera.

C’è la necessità di un nuovo polo ospedaliero. Il Comune di Cosenza è l’ente che deve decidere la collocazione dell’ospedale. Dobbiamo avere la capacità di affrontare i problemi da tutti i punti di vista.

Abbiamo fatto una proposta gratuita alla Regione, poi è la Regione che deve fare le gare. E’ una proposta molto concreta, fattibile, l’ospedale deve essere un ospedale nuovo, un ospedale parco e deve avere, per quanto riguarda la parte esistente, che deve essere svuotata dalle funzioni ospedaliere per avviare quelle universitarie,  le residenze per gli studenti e i docenti. Bisogna realizzare un nuovo Dipartimento di emergenza e la degenza, secondo il nostro progetto, verrà realizzata a gradoni fino al Mariano Santo che sarà recuperato. Abbiamo anche pensato alla viabilità.

A Vaglio Lise si creerebbe uno sbilanciamento della città. Il centro storico e la zona Sud diventerebbero marginali. Sono propenso a discuterne con il Presidente Oliverio e con i cittadini. Se qualcuno mi dimostrerà che ci sono problemi – ha concluso Occhiuto – noi siamo pronti a discutere di tutto. Non fermiamoci all’approccio superficiale. Entriamo nel merito e siamo aperti. Ad oggi non abbiamo cambiato idea, né possiamo negoziare le nostre idee su presupposti che non siano quelli del bene comune”.

Prima della discussione sull’Ospedale il Consiglio comunale aveva approvato le modifiche alla delibera n.39 del 3 giugno 2016 del commissario straordinario, assunta con i poteri del Consiglio ed avente ad oggetto il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e relativa copertura finanziaria riferiti all’esercizio finanziario 2016.

Il punto è stato approvato con 15 voti favorevoli e due astenuti (i consiglieri Giovanni Cipparrone e Francesca Malizia), mentre al momento del voto la minoranza aveva abbandonato l’aula e il capogruppo del PD Damiano Covelli aveva chiesto la verifica del numero legale.

Le modifiche alla delibera del Commissario straordinario hanno lasciato inalterato il totale dei debiti fuori bilancio, intervenendo solo sull’imputazione della spesa, integrando la delibera stessa, per come richiesto dalla Cassa Depositi e Prestiti, con alcuni punti e cioè: la non disponibilità di avanzo di amministrazione relativo al rendiconto dell’anno precedente a quello di ricorso all’indebitamento, nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 187 comma 2 del Testo Unico degli enti locali; l’impossibilità di finanziare il debito con maggiori entrate o riduzioni di spesa corrente; l’inesistenza di proventi derivanti da alienazioni patrimoniali prevedibili e/o destinabili al finanziamento del debito; l’inesistenza di trasferimenti di capitale dallo Stato o da altri enti pubblici destinabili al finanziamento del debito.

Ad illustrare la pratica, prima dell’approvazione, l’Assessore al bilancio Luciano Vigna. “La Cassa Depositi e prestiti – ha spiegato Vigna – ha posto un problema rispetto alla finanziabilità di alcuni debiti per una somma totale di circa trentamila euro. In questa delibera di modifica diminuiamo l’importo previsto per l’accensione del mutuo e aderiamo ad una specifica richiesta della Cassa che ci ha detto di esplicitare alcuni punti” Vigna ha inoltre chiarito che “non si tratta di ulteriori debiti, buona parte di questi debiti sono stati già esaminati dalla commissione speciale istituita a suo tempo dal Consiglio comunale. La commissione speciale – ha aggiunto l’assessore al bilancio -ha svolto un lavoro egregio e diminuito la somma iniziale di un 10%. La scelta del commissario è condivisibile perché è stata attribuita ai comuni in predissesto. L’unico caso in cui è possibile accedere al prestito è proprio il debito fuori bilancio. Se dovessimo mettere a confronto gli oneri finanziari con quelli molto più pesanti che scaturirebbero da eventuali contenziosi con le ditte creditrici, questo ci fa pensare che quella effettuata sia stata la scelta più opportuna. Nel giro di due mesi le ditte saranno saldate”.

Il Consiglio comunale ha poi approvato anche il regolamento per la disciplina dei servizi di trasporto pubblico non di linea (servizio taxi e servizio di noleggio con conducente) che era già passato in commissione trasporti.

Il segretario generale Alfonso Rende ha dato lettura in aula, per la presa d’atto da parte del Consiglio, della relazione sui risultati del controllo successivo di regolarità amministrativa, eseguito dal Servizio di Controllo Interno sugli atti di cui al comma 4 dell’art.9 del Regolamento approvato dal Consiglio comunale con deliberazione n.2 del 7 gennaio 2013, adottati nel primo semestre del 2016.

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Lucia De Cicco
CircaLucia De Cicco

Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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