Perchè ti amo di Yvette Samnick

Il libro denuncia e autobiografico delle violenze subite dagli uomini della sua vita

“Perché ti amo” è forse lo slogan con il quale tutti i bambini e le bambine, soprattutto, siamo cresciuti. Tutto è lecito per amore? Educare non è facile, ma giustificare la violenza per amore è inammissibile. In un mondo in cui altri metodi educativi hanno dimostrato siano possibili. 

Nel libro di Yvette non si parla di violenza su minori anche se non del tutto…ma tutto può essere ricondotto a un modo di educare ancestrale in cui la supremazia del maschio e in essa la sua protezione è palese e quasi accettata come legge divina. 

La sua storia parte dal Camerun per arrivare a Cosenza e ritrovarsi con un uomo violento, proprio lei che aveva conosciuto la violenza sulle donne proprio nella sua stessa casa, dove un padre padrone e con tante mogli, dominava le stesse e i figli da esse avuti, tra cui Yvette, che fin da subito comprende il dilagare assurdo della violenza paterna, che le impediva di vivere una vita normale pur avendone la possibilità, la sua famiglia era benestante e ben vista nella comunità. 

Ciò che maggiormente mi colpisce nel testo è il ruolo della donna, a partire da quelle attorno a lei in Camerun fino alla madre del suo compagno, da cui ha avuto un figlio. Queste donne omertose e impotenti, a volte, divengono esse stesse carnefici. Il motivo lo si può solo immaginare, ma non troverete mai una vera risposta se non quella che l’ autrice si dà nel testo. Le cose devono essere cosi,  l’ uomo comanda su moglie e figli. 

Questo metodo cui tutti siamo abituati alle latitudini del Sud del mondo ci rimane dentro come un dogma da seguire anche se acculturati. E lei, la protagonista e scrittrice del libro autobiografico ha ben tre lauree, eppure la cultura non la salva dal desiderio di credere in ciò che ha sempre imparato fosse la normale vita di una persona. Avere una famiglia, dei figli, un lavoro, insomma una vita normale, ma seppur lei riesca a trovarne alcuni di lavori le avversità  non le mancano, la gravidanza difficile e poi il diniego del suo compagno. 

Ma chi si salva una volta e’ destinato a farlo ancora anche se non ne è fuori del tutto, complice la lentezza della giustizia italiana. 

Yvette Samnick è una bellissima donna, ma in Calabria viene molestata da persone comuni, che la scambiano per una prostituta della 106,  quando va al mare a Rossano con il suo primo fidanzato calabrese e le fanno proposte anche nella progredita Cosenza. Un qualcosa di cui non si possa immaginare potesse ancora oggi accadere a una persona di altra nazionalità. Ma tutto ciò forse dovrebbe non sorprenderci alla luce dell’ odio razziale che si respira in Calabria, ma anche in tutta Italia. 

I proventi del libro sono destinati a una associazione che la Samnick ha fondato con la madre pro donne del Camerun, perché il suo desiderio è di ritornare a casa per aiutare ad educare le donne a realizzarsi da sole senza la necessità di avere accanto un uomo, che si può  spostare in ogni istante e soprattutto se non si fa a modo suo, peggio ancora se come è successo ad Yvette ci sbatta la testa contro l’ armadio e sotto gli occhi innocenti di un bimbo in tenera età. 

Nel video la presentazione al teatro di Mendicino dell’assessorato Ricci del comune di Mendicino e moderato dalla giornalista Antonietta Cozza della Pellegrini editore, che ha pubblicato il libro. Presenti anche gli operatori del Centro Lanzino e la dirigente scolastica Assunta  Morrone. 

Servizio by Lucia De Cicco

 

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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