Presentato il nuovo simbolo della lista Di Gioia

“Prima Cerisano” è il nome della lista con la quale Lucio Di Gioia si presenta al paese di Cerisano come Sindaco - L'Intervista

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 by Lucia De Cicco

Un simbolo che racchiude la nostra anima e la nostra storia e un simbolo che è l’orgoglio di un paese intero, così Lucio Di Gioia sul nuovo simbolo che andrà a  rail tuo sindacoppresentare la sua futura candidatura alla carica di Sindaco della cittadina delle Serre cosentine, Cerisano. “Prima Cerisano” è il nome della lista con la quale Di Gioia si presenta al paese,in vista dell’imminente tornata elettorale per le Amministrative, ricordiamo che il Comune di Cerisano è commissariato ormai da molti mesi, per decadimento e scioglimento della vecchia Amministrazione Mancina.

Presentazione del nuovo simbolo di lista in piazza Zupi, sede anche dell’Ufficio elettorale di Di Gioia, il 16 aprile scorso, e noi di Alvolonews lo abbiamo raggiunto presso il suo studio di avvocato a Cerisano, per farci rilasciare un’intervista. Ci ha subito accolti e si è messo a disposizione.

“Primavera Cerisanese” cambia simbolo e diventa “Prima Cerisano”, il perché di questo rinnovamento?

Cambia un simbolo per dare voce e rappresentanza alle varie componenti che si sono aggiunte al progetto di Primavera Cerisanese. Mi sembra corretto nei confronti di tutti coloro che hanno aderito per sentirsi più partecipi di quello che stiamo costruendo. Un nuovo progetto, ovvero, che si propone ad una intera comunità. E noi abbiamo rappresentato l’opposizione per quel pezzo di elettorato che ci aveva sostenuto e votato e dato fiducia in quella squadra per governare. Oggi, ci presentiamo con un nuovo progetto e saremo coerenti a questa nuova impostazione ed era giusto costruirla anche graficamente con un nuovo simbolo che tenga conto delle nuove anime.

Le nuove anime hanno in lista anche alcune persone che hanno determinato il prematuro scioglimento della precedente amministrazione Mancina?

Vorrei partire proprio dalla cadutpresentazione logoa di un’Amministrazione comunale che ha avuto l’apice con le dimissioni del Sindaco Mancina, ma ovviamente è uno scioglimento che parte da molto lontano con una dichiarazione di dissesto, d’incapacità amministrativa in questi anni e credo ancor più l’incapacità di gestione degli uomini. Questa è la vera rappresentanza della vecchia compagine amministrativa. Oggi noi abbiamo aperto un cantiere delle idee in cui far convogliare tutte le anime e gli uomini che possano costruire un nuovo progetto. Credo che la presenza di due commissari e un sub-commissario decretano l’assoluto decadimento di un paese e credo ancor di più dal punto di vista sociale e culturale. Il tentativo era e lo è ancora oggi quello di rasserenare gli animi e le faide che hanno diviso questo paese e costruire un progetto che superi schieramenti e fazioni, che hanno combattuto contrapponendosi, provando a trovare una composizione che tenesse conto di queste realtà finalmente al servizio della comunità. Questo è il mio agire in tutti questi anni che mi hanno consentito di propormi come candidato a Sindaco ed è il proposito di tutti coloro che supportano questa idea che gli offre un’opportunità a fronte di una sottoscrizione al progetto amministrativo. Le liste inoltre si fanno tenendo conto del dato elettorale e politico ed è evidente che si debba tener presente i numeri. Ricordo che la mia precedente lista, fatta di uomini che valgono perse le elezioni, quindi ho voluto e dovuto fortemente tener conto, in questa nuova lista, dei numeri elettorali.

Andiamo alla lista, L’elemento femminile quanto peserà nella compagine?

Saranno quattro le candidate donne, un terzo della lista sarà di sesso femminile quindi, sia elettoralmente auguro la possibilità di farsi valere, ma avranno sicuramente un ruolo nella prossima giunta e nel consiglio comunale. Credo molto nella spinta che queste giovani donne porteranno, esponendosi come personaggi pubbcon i giovanilici, con tutte le difficoltà che una vita di madre e moglie possa comportare. Sono donne preparate e volenterose, che si sono messe a disposizione del paese e credo che questa sia un’importante cosa per tutti, da tener da conto.


Il convegno preparatorio alla presentazione della lista con questo “Ritorno alla terra” che cosa si vuole significare realmente?

Ritornare alla terra significa ritornare alle origini, ritornare partendo da dove veniamo. Cerisano è vero non è un paese con origini contadine, si parla spesso però di biologico e di utilizzare le risorse del territorio. Il nostro Territorio offre questa possibilità e si spera di utilizzarle al meglio. Questo significa dare una nuova impronta per un’azione amministrativa, pensare di costruire imprese attorno al tema. Inoltre, in quel convegno abbiamo dato la rappresentazione plastica dei rapporti, che si hanno con gli enti atti a fornire ciò e di come si possono mettere al servizio della gente del territorio che vorrà intraprendere questo percorso.

I siti territoriali che possono far al caso, sono stati già individuati?

Sicuramente la terra di proplogo di listarietà del Comune che è in montagna e terreni che sono preda anche dei tagli abusivi come quelli montani. Credo che si possa partire anche da lì e poi l’Amministrazione comunale dovrà essere un supporto per chi ha la voglia di investire. i Comuni, mettiamocelo intesta sono enti che favoriscono chi ha voglia di fare. Costruendo le opportunità e favorendole.

Per quanto riguarda il tanto discusso, ormai, PSC. Come vi regolerete una volta aver vinto?

Questa storia del PSC è un’incredibile barzelletta costruita ad arte dal precedente Sindaco che ha approfittato della mancanza di conoscenza delle norme da parte della gente comune. Questo è un territorio che già è definito nelle zone edificabili. Ci siamo chiesti perché, ci sono frane in territori e che non possono essere modificati? Ci sono però altre zone che potevano essere oggetto di piccole costruzioni, per le famiglie che posseggono quei terreni, ma non per fare speculazione edilizia, ma favorire delle operazioni che blocchino il disperdersi dei nuclei familiari ed evitare che i giovani abbandonino i loro territori. Il vero dramma del paese consiste però nel fatto che non si è pensato a rimettere in sesto le comunicazioni da e verso lo stesso, dopo il dissesto idrologico di qualche anno fa.

Come vi regolereste, se amministratori, in caso di un nuovo movimento franoso come quello che qualche anno fa ha interessato il territorio di Cerisano?

Di certo sarà una delle priorità amministrative di questa compagine e siamo a conoscenza delle difficoltà economiche ma dobbiamo programmare un intervento serio e definitivo. Soprattutto nella zona di c/ da Valli, dove il ponte di collegamento fu chiuso per troppo tempo, adesso è stato fatto un intervento tampone che non è risolutore assolutamente del problema e anche in quella zona si dovrà dare una risposta definitiva. Ufficiosamente la zona è aperta, ma ufficialmente impraticabile, insiste una frana pericolosissima, dichiarata dai geologi che hanno fatto le verifiche. Non è più il tempo degli annunci e delle facili promesse, si dovrà lavorare con serietà e responsabilità e si dovrà dare alla comunità risposte per guadagnare credibilità. Non si può dire sempre di sì a cose impossibili ed è ora di portare un concetto vero di trasparenza e buona amministrazione con buone pratiche all’interno della macchina comunale. Dove io da oppositore ho avuto spesso da ridire sulle pratiche, che non avevano i requisiti dovuti.

Paese d’ arte, come ci si regolerà, una volta Sindaco, sui beni monumentali, come ad esempio monte Castelluccio, e Palazzo Sersale?

Sarà compito della nuova amministrazione costruire, partendo da questi monumenti, che possono essere fondamentali e di sviluppo per il paese. Di certo vanno recuperati i territori e i percorsi montani e ciò è di primaria importanza così come si può dire per Palazzo Sersale, che è rilegato a struttura chiusa, deve ritornare ad essere fruibile dai cittadini e deve essere messo a disposizione degli stessi. Costruire un progetto vero e credibile alimentando i rapporti con L’Università. con gli Ordini professionali e con tutto ciò che potrà avere ricaduta positiva sul territorio e diventare opportunità di sviluppo  e di lavoro per i giovani della Comunità.panoramica

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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