Primavera dei Teatri, il festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea

In ‘Zio Vanja’- afferma Colella- il tempo scorre lento e in quella casa della campagna russa sembra che accada poco o nulla

Primavera dei Teatri, il festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea organizzato da Scena Verticale, che si terrà a Castrovillari dal 29 maggio al 5 giugno, per la XVII edizione conferma la sua vocazione formativa proponendo un laboratorio per attori curato da Francesco Colella intorno allo Zio Vanja, una delle maggiori opere di Anton Čechov. Il calabrese Colella dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, comincia a lavorare con diversi registi tra i quali: Armando Pugliese, Marco Maltauro, Daniele Salvo, Claudio Longhi; in seguito intraprende una lunga avventura artistica con Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano. Partecipa a diversi allestimenti di Carmelo Rifici e negli ultimi anni è chiamato da Federico Tiezzi a far parte dei suoi spettacoli. Premio Ubu nel 2010 come migliore attore non protagonista per Il mercante di Venezia di William Shakespeare per la regia di Luca Ronconi e Dettagli di Lars Norén per la regia di Carmelo Rifici, Colella contribuisce, inoltre, a fondare la compagnia “Teatrodilina”. Recentemente, al cinema, è stato uno dei personaggi del film Assolo di Laura Morante, produzione “Cinema 11” e ad aprile, sempre al cinema, è nel cast del film Piuma per la regia di Roan Johnson, produzione “Palomar”. Incontro con Vanja, questo il titolo del laboratorio per attori diretto da Francesco Colella,  si terrà al Castello Aragonese dall’1 al 4 giugno.

«In ‘Zio Vanja’- afferma Colella-  il tempo scorre lento e in quella casa della campagna russa sembra che accada poco o nulla, ma la persone che la abitano ci commuovono e ci divertono, le sentiamo vicine, vorremmo incontrarle, parlarci, toccare le loro anime fragili. Affrontare un testo come questo ci allontana dall’idea di studio, ricerca, tanto più se lo si fa all’interno di un seminario, dove gli spifferi gelidi della didattica provocano raffreddori. Mi propongo di condividere ,con chi vorrà ,un’esperienza umana nell’incontro con i personaggi di zio Vanja, che ci somigliano tanto. Sono diversi da noi solo per il coraggio che hanno di mettere a nudo le proprie fragilità. Il coraggio della fragilità e la capacità di trasformarla in racconto sono i requisiti necessari per dare vita a questi personaggi. Cercheremo di scoprire quanto sia labile il confine tra persona e attore e come sia eccitante amplificare, col corpo e con la voce, la nostra capacità di comunicazione. Cechov ce lo chiede».

Le iscrizioni per il laboratorio saranno aperte fino al 25 maggio, info e prenotazioni su www.primaveradeiteatri.it

 

 

 

 

 

 

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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