“Quel Nastrino rosso” di Carmela Paonessa

Introduzione di Giusi Fasano edizioni Falco. Prossima presentazione Scalea (CS) sabato 2 settembre

È la storia di Nora, donna in apparenza fragile. Nora non fa rumore, non si abbatte se non per brevi periodi, trova la resilienza nelle sue stesse forze e la costruisce ripercorrendo la sua vita a ritroso come in una matrioska. Fatta di donne, di volti di donna, tutte accumunate da un unico destino: gli uomini che non cambiano, che è nella loro stessa natura non farlo, che si temono uno con l’altro, che stabiliscono una gerarchia, pronta a riformarsnastro rossoi sempre più forte nel branco alla morte del leader.

Nora ha però in sé come il suo stesso nome porta tre fonti importanti cui riferirsi: la storia con le sue tradizioni e bagaglio di tristi ricordi, il futuro, che attraversa il presente con un filo rosso (rosso è il colore abbinato al nome Nora) anzi si snoda annodandosi al dito, coprendo il presente di incomprensioni, di violenza e chissà anche di morte,  le regole. Nora deriva dal latino ed è diminuitivo di norma, regola. Nora cerca una vita fatta di normalità, di regole, di cose ben sistemate e inquadrate in una esistenza che la porti a godere di ogni istante della sua vita. E pretende o meglio vorrebbe che tutti i personaggi che le ruotano attorno lo comprendessero e l’aiutassero in questo progetto.

Ma Nora non fa i conti con il caos dell’esistenza, noi veniamo dal caos e siamo fatti della sostanza delle stelle ha affermato qualcuno, pronti a splendere, ma destinati alla cenere, alla polvere, che avanza nel tempo, incapaci di dare senso alle cose che vogliamo attratti e poi atterriti da una bramosia, che ci porta alla guerra continua verso un nemico che è solo dentro di noi.

Nora trova il suo principe ed è convinta d’appartenere a un Re e tutto deve andare come se lo aspetta, come lo ha costruito, capace di chiudere dei percorsi importanti come la laurea, felice di poter essere protagonista della sua esistenza.

paonessa

Carmela Paonessa

Nora però non è capace di cogliere la dura condizione umana con cui tutti devono fare i conti compresa la protagonista del libro di Carmela Paonessa.

Così seduta spesso negli angoli poetici della sua esistenza, la soffitta, nella camera di ragazza, in un luogo segreto, lo stesso da dove osserva l’autrice, il suo splendido giardino d’inverno, guarda come ad una finestra quell’incantesimo, da cui è avviluppata, rompersi.

C’è un filo rosso che la conduce lentamente per fotogrammi alla realtà, quel nastrino rosso per capelli, che condivide con la compagna d’infanzia, Angela, che cela un segreto terribile e che lascia in Nora un segno che riaffiora quando anche lei è vittima di quel mondo maschile, che nessuna donna di questo bellissimo racconto è in grado di sbrogliarne la matassa.

I protagonisti del libro si inseguono nell’assurda voglia di poter trattenere la felicità a lungo, si rassegnano, di certo si vendicano. E quindi ritorniamo al concetto di matrioska in cui la donna incasella storie di altre donne, le contiene, le accarezza, le fa sue, le vendica, le rimette a nuovo dando nuova linfa e dignità. La storia nella storia, l’intreccio è una delle parti più difficili, ma anche più interessanti che possono caratterizzare un racconto. Molti testi ne sono stati intrisi, tra passato, presente e futuro la storia si legge con grande passione, grande voracità. Cita ad un certo punto, la nostra autrice, Cime Tempestose, un capolavoro della letteratura, in cui la proprietà diventa la matrioska che contiene le storie di uomini e donne avvinti da un destino avverso, ma è la proprietà il voler trattenere che porta i protagonisti a snodare le loro vicende a volte in modo tragico ed è quella proprietà, ostacolata, tanto voluta e ottenuta con sforzo che diventa delizia e dolore della vicenda di Nora che a un certo punto si vede costretta a…

quel nastrino rosso Il finale è del lettore naturalmente ed è a sorpresa come nessuno si aspetta che vada.

È un libro in cui ogni donna può trovare il suo ruolo anche solo come spettatrice e ricordare anche solo ciò che si è visto attorno o sentito dire e che infonde quel coraggio non di aspettarsi che le cose vadano come ci si aspetta che vadano, ma il coraggio di poter crescere ad ogni età.

 

Il testo sarà presentato a Scalea presso il Centro Donna “Roberta Lanzino” con l’esposizione del pittore Sergio Orsino. I relatori sono tutti elencati nella locandina e ne parleranno con l’Autrice a partire dalle ore 17.30

by Lucia De Cicco, pubblicista 

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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