Regno delle due Sicilie, a Cerisano si recupera il passato

Il prossimo 25 novembre a Cerisano, dalle 16:30 in poi presso il Music Caffè Risorgimento, si racconterà un importante spaccato di storia dello stesso borgo apparentemente finito nel dimenticatoio dopo l’unificazione territoriale dell’Italia.
È, infatti, un po’ diffusa in tutto il territorio dell’ex Regno delle Due Sicilie la cancellazione della propria storia, indotta da logiche tipiche di ogni post conflitto bellico, le quali issano sugli altari chi prevale lasciando nella polvere i vinti.
Queste logiche non hanno però più motivo di persistere e pertanto sarà l’occasione per ripercorrere alcune tappe fondamentali della storia di Cerisano, prevalentemente attraverso il genio dell’architetto Vincenzo Greco, di cui si occuperà l’architetto Domenico Canino, e l’opificio della famiglia Zupi, la cui seta prodotta era di altissima qualità, con la testimonianza autorevole dell’ingegnere Saverio Zupi. Il contesto storico locale sarà curato invece dal dottor Luigi Bilotto, stimato storico e primo studioso della storia di Cerisano.
Di rilievo sarà anche l’intervento del dottor Carlo Capezzuto, coordinatore de “Il grande libro del Regno delle due Sicilie”, un’opera che racchiude la storia del sud dai popoli italici fino ad oggi ovvero una cavalcata storica di 3.000 anni scritta dalle 50 firme più famose del neomeridionalismo.
Aprirà il giro degli interventi uno degli studiosi più seri e documentati sulla storia della dinastia dei Borbone e sulle vicende del Regno delle due Sicilie ovvero il dottor Alessandro Romano, coordinatore nazionale dell’Associazione Culturale Movimento Neoborbonico nonchè curatore del sito http://www.reteduesicilie.it/ e di una mostra fotografica itinerante dal titolo “Briganti: Eroi o malfattori?”. Il dottor Romano traccerà, con il supporto di significativi documenti storici, le basi dalle quali si animerà il dibattito.
Sarà, quindi, anche un appuntamento identitario alla riscoperta della storia di un intero popolo, senza la quale non si può amare fino in fondo un territorio e difenderlo soprattutto al cospetto di certi retaggi mentali e non solo che fanno sentire i “meridionali” inferiori, inermi e incapaci di sentire dentro quel positivo senso di rivalsa indispensabile per avviare una seria e considerevole azione di riscatto socio-economico.

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