Replica assessore Pagliuso, Soveria Mannelli

Avendo appreso quanto nei giorni precedenti è stato pubblicato sulla bacheca di facebook a nome di tale Rosario Marasco, il quale ha fatto un poco allusivo ma certamente diffamatorio collegamento tra la nostra Amministrazione Comunale ed i fatti che hanno portato nei giorni scorsi all’arresto da parte della DDA di 170 persone di cui gran parte amministratori, ritengo doveroso, in quanto componente di questa Amministratore nonché Avvocato e cittadino di Soveria Mannelli intervenire sul punto.
Come ben sapete il predetto Signor Marasco ha asserito che nel Comune di Soveria Mannelli il fenomeno ‘ndranghetista sarebbe particolarmente acceso.
Nel nostro comune, infatti, a dire di tale soggetto “amministratori di condominio sono sottoposti a pressioni. Malavitosi e avvocati privi di scrupolo e deontologia professionale difendono questi mafiosi. Se si indagasse in questo paese della provincia di Catanzaro emergerebbe una ‘ndrangheta molto silente e tollerata anche dal sindaco.”
Circostanza ancora più grave è che tali conclusioni siano state avallate da soggetti appartenenti alla precedente amministrazione comunale e, finanche appartenenti a quella stessa categoria professionale presa di mira nel suddetto post.
Tali soggetti ben dovrebbero conoscere non solo le regole deontologiche, ma anche e soprattutto il senso e l’essenza stessa della funzione della professione forense che, laddove avessero dimenticato, non consiste nella difesa dei reati, ma nella difesa della funzione difensiva. Particolare, questo, che dovrebbe necessariamente condurre tutti, ma ancora di più chi è -o dovrebbe essere- del mestiere, a sapere che giammai può confondersi la posizione del difensore con la posizione e le responsabilità di colui il quale viene difeso.
Questo è quanto ho il dovere di rimarcare in qualità di Avvocato che non dimentica il giuramento fatto nonché in qualità di Assessore in questa A.C.
Ma non è tutto.
Mi deve essere concesso, infatti, di evidenziare che questa A. C., che tanto ha fatto e continua a fare nel segno della legalità per rendere Soveria un posto migliore, non può e non deve in nessuna misura essere tacciata di connivenza con logiche malavitose che, per la sottoscritta, prima ancora che per il Comune di Soveria hannodeterminato irrimediabilmente la condanna a morte per chi, operando con specchiata integrità morale, a certe logiche non ha mai inteso sottomettersi.
A costo della stessa vita.
Infine, vorrei ricordare a chi, non a titolo professionale bensì di vicinanza e forse convenienza personale, non ha esitato a dimostrare pubblicamente la contiguità a soggetti notoriamente appartenenti alla criminalità organizzata, che questa Amministrazione si è battuta a difesa della legalità fino a riuscire non solo a volere prima ma a mantenere dopo, sul territorio il Comando Compagnia Carabinieri,
ponendosi -quindi e certamente- in una logica di discontinuità rispetto alle logiche criminali.
Ciò detto, non a difesa della Amministrazione cui appartengo ma a difesa della verità, io, mai e poi mai, neanche per un istante cederò all’invito, per altri allettante e goloso, in quanto altri strumenti non hanno, di personaggi malavitosi e disonesti.
E non lo farò mai per una ragione semplice che è davanti agli occhi di tutti, che potrebbe desumersi impegnando anche la più superficiale delle intelligenze.
E questo da una parte per DNA ma dall’altra anche e soprattutto per aver camminato, mano per la mano, con un compagno di viaggio che ha vissuto tutta una vita –purtroppo breve- all’insegna della correttezza, del buon senso, dell’integrità morale, della giustizia, della legalità.
E se il tratto di strada che mi resta dovrò percorrerlo senza poter toccare fisicamente quell’Uomo, che per me e per chi ha avuto il piacere di conoscerlo era il migliore dell’universo, lo devo solo a quella parte spregevole di mondo da cui mi dissocio, che vorrei non esistesse.
Quella parte di mondo a cui forse qualcun altro si è affiancato.
Non io, non l’Amministrazione Comunale a cui appartengo, non il mio Sindaco, le cui doti morali sono e rimarranno indiscusse a prescindere dagli avventori di facebook e/o politicanti di turno.

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