Ristrutturazioni edilizie e coppie di fatto, ecco le novità

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Con la risoluzione n. 64/E (Scarica Qui) l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le detrazioni fiscali del 50-65% valgono anche per il convivente more uxorio.

Questo chiarimento è stato effettuato a seguito di un quesito posto all’Agenzia, nel 2015, da un cittadino il quale aveva eseguito lavori di ristrutturazione nella casa di proprietà della sua convivente, condividendo le spese per i vari interventi e chiedeva se potesse o meno usufruire delle detrazioni. L’ Agenzia, afferma che è stata la norma sulle unioni civili e la disciplina delle convivenze a cambiare recentemente il quadro normativo.

La legge 20 maggio 2016 n. 76, infatti, stabilisce che «le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso». Il vincolo giuridico derivante dal matrimonio, quindi, è equiparato a quello prodotto dalle unioni civili. Inoltre, grazie alla nuova legge, si estendono anche alle convivenze di fatto alcuni diritti in precedenza riservati ai coniugi, come il diritto di visita e assistenza sanitaria. Nella risoluzione, l’Agenzia, «riconosce al convivente superstite il diritto di abitazione, per un periodo determinato, nonché la successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza in caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto».

La nota chiarisce che c’è un legame concreto tra il convivente e l’immobile destinato a dimora comune. Ai fini delle detrazioni fiscali, pertanto, «la disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta insita nella convivenza che si esplica ai sensi della legge n. 76 del 2016 senza necessità che trovi titolo in un contratto di comodato». La prassi seguita finora dall’Agenzia, era diversa, infatti il convivente, che non sia familiare del titolare dell’immobile, poteva beneficiare delle detrazioni fiscali per le spese di ristrutturazione solo se deteneva l’immobile in questione in virtù di un contratto di comodato.

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