Sanita’, questione complessa in Calabria

Il tema Sanità in Calabria è una questione assai complessa e complicata da affrontare, ma non più procrastinabile. E’ un problema che ha radici profonde ma che l’attuale Gestione Regionale non ha saputo affrontare in maniera definitiva.

La responsabilità è prevalentemente della struttura commissariale, ma la parte politica regionale non ha saputo interpretare e porre sul tavolo le richieste che provengono dagli utenti degli Ospedali e delle strutture sanitarie. Il territorio cosentino è tra quelli che gridano maggiormente il bisogno di sanità. Non è più rinviabile la realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero, più grande, più efficiente e logisticamente meglio organizzato rispetto all’Annunziata. Bene, anzi benissimo, i concorsi per l’assunzione di OSS, medici e infermieri. Con strutture pubbliche più efficienti potremmo assumerne ancora più personale, offrendo contemporaneamente lavoro a più persone e un servizio migliore ai pazienti. L’efficientamento organizzativo delle strutture pubbliche permetterebbe una riduzione significativa della spesa sanitaria regionale, una migliore presenza sul territorio e la riduzione dell’emigrazione verso le altre Regioni d’Italia. Tutti meritano un Sistema Sanitario Regionale efficace: i medici, i paramedici, gli ammalati e i loro parenti. I politici regionali, quando avranno finito di duellare per la spartizione di poltrone e incarichi, pensassero ai bisogni dei cittadini, soprattutto alla richiesta di salute e ai servizi minimi di assistenza, che nel 2017 dovrebbero essere ormai garantiti a tutti, anche a chi risiede in una Regione del Sud come la Calabria. Nel mentre si avviano i lavori del nuovo Ospedale, si può procedere ad un decongestinamento del presidio dell’Annunziata, con la realizzazione di un Poliambulatorio Specialistico e per la Diagnostica Avanzata. Non dovrà essere più necessario andare in Ospedale per eseguire una radiografia, una ecografia o una tac come paziente esterno. Negli Ospedali bisogna riservare l’ingresso ai pazienti ricoverati e alle urgenze di Pronto Soccorso. I pazienti esterni dovrebbero, invece, avere una struttura diversa dall’Ospedale dove effetture visite e diagnosi di tutti i tipi. Ad esempio, il Mariano Santo, che è in fase di ristrutturazione, potrebbe essere adibito a Poliambulatorio Specialistico e per la Diagnosi Avanzata, senza ospitare reparti di degenza. E’ ormai maturo il tempo di ripensare ad una diversa organizzazione tra Azienda Sanitaria Provinciale e Azienda Ospedaliera. Una separazione burocratica che non è chiara a chi ogni giorno frequenta le strutture sanitarie e che probabilmente potrebbe essere superata da un Ente unico che si occupi della salute di tutti.

Pasquale Sconosciuto

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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