Ferramonti e i suoi furti, uno sguardo nuovo alla reclusione degli Ebrei durante la Shoah

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a dx lo storico Caravetta

In Occasione del “Giorno della memoria” all’Archivio d Stato di Cosenza, un appuntamento con la storia della Shoah, erano presenti alla mattinata Il Liceo Valentini di Castrolibelocandina_memoria_2017ro, una classe IV, per il Progetto “Alternanza Lavoro” hanno diretto i lavori il direttore dell’Archivio di Stato: Giovanni Battista Scalfari che ha aperto inaugurandola la mostra documentaria “Dalla persecuzione religiosa alla discriminazione razziale: documenti per conoscere, comprendere, ricordare”.

L’esposizione, realizzata in occasione della “Giornata della Memoria 2017″,  nasce dalla volontà di testimoniare la presenza di comunità ebraiche nel territorio, attestata dai documenti notarili conservati nell’Archivio di Stato di Cosenza sin dal 1500. Presenze ebraiche  che si dileguano dopo gli editti di espulsione cinquecenteschi e  si  ritrovano, nel 1940, internate nel campo Ferramonti di Tarsia.

L’obiettivo della mostra è quello di trasmettere, in particolare ai ragazzi, l’importanza della conoscenza della storia attraverso le testimonianze documentarie,  affinché sviluppino una maggiore coscienza  sui temi della esclusione e della discriminazione sociale con specifico  riferimento allo sterminio del popolo ebraico durante il Separter giorno memoriacondo conflitto mondiale.

Intervenuto il professore e storico cosentino, Francesco Caravetta, curatore del sito Antichi Delitti (www.antichidelitti.it ),  che ha analizzato un furto avvenuto, uno dei tanti similari, nel campo di Ferramonti di Tarsia (CS) ai danni degli internati o con la complicità degli stessi, al fine di ottenere, con ogni probabilità, condizioni di vita migliori all’interno del lager.  Ha presentato i documenti della mostra (lei stessa precisa i più rappresentativi della mattinata) Loredana Stano della sezione eventi dell’ASCS. La persecuzione Ebraica non iniziò con Hitler, ma ha origini che affondano nei secoli precedenti, furono strumentalizzati da molti governi per il loro non aver Patria e provenienza nazionale, ma anche per il loro rifiuto del Cristianesimo. Una Guerra Santa che li vede ancora oggi, ma per mano di altre religioni, il “Capro Espiatore ” prediletto di ogni nuovo assetto mondiale.

Interessante l’intervento del professor Caravetta che ha messo in luce come all’analisi di questi furti, avvenuti nel lager di Ferramonti, gli internati vivessero condizioni di vita migliori che altrove e di come si possa, presumibilmente evincere che potessero addirittura contrattare questi “privilegi”, del resto è risaputo che il lager di Ferramonti fu una prigionia più “umana” rispetto agli altri lager, prigioni e ghetti, allestiti per la reclusione degli Ebrei e di tutti i nemici del Regime Nazista e Fascista.

La mostra, resterà aperta fino al 28 febbraio 2017

Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00

Ingresso libero.

Prenotazione obbligatoria per visite guidate.  

 

Servizio by Lucia De Cicco, pubblicista

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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