Presentata a Stefanaconi la silloge di Francesca Misasi

Il mite canto delle ginestre, questo il titolo della silloge della professoressa, già dirigente scolastica, Francesca Misasi di Cosenza 

Un canto semplice e mite come il caldo di Giugno,  in cui sboccia il solare colore acceso di questo meraviglioso fiore, che accompagna la rinascita dell’Estate. Un fiore appariscente e umile, che viene usato nelle infiorate della festa per eccellenza della Chiesa cattolica. 

I riferimenti del testo sono anche per Eva, una delle donne più importanti del Vecchio Testamento. La donna della scelta, degli errori, ma anche del coraggio e del riconoscere l’ infinità della Verità.  Un testo, quello di Francesca Misasi, dedicato alle donne e alla donna per eccellenza che è la nostra Terra di Calabria,  caparbia e splendida, che però porta i suoi figli sempre lontano in cerca di fortuna altrove. 

Si ritorna come ha fatto Francesca con più sensibilità,  con più  ostinazione e determinazione, con una dose, negli occhi, di consapevolezza che basterebbe davvero poco per poterla cambiare, questa terra amara e bella.

Il testo poetico è dedicato alla sua famiglia, la prima ad averla incoraggiata e spronata a mettere in rima ciò che di bello e anche duro i suoi occhi hanno visto e la sua vita sperimentato. Si apre con una dedica anche alla donna…indomita quella di Sparta, guerriera l’ Amazzone, vulnerabile amante l’ egizia, una donna in generale rassegnata alle catene di cui lei soltanto possiede le chiavi. 

Testo editato dall’editore Sonia Demurtas, che nella sua introduzione lo definisce: “un dolce soffio di passione…lì dove i desideri confinano con i sogni…”

La donna di cui parla la Misasi è una donna di mistero, animata dalla calma consapevolezza però di un cuore perennemente in ricerca e pertanto in tempesta, che cela ai più i suoi tesori…

Francesca non ama essere definita una poetessa, i suoi scritti sarebbero rimasti celati in un cassetto o sparsi nel cuore di chi la conosce veramente se non fosse stata spinta a renderli palesi da un’ altra fine poetessa, Giovanna Azzarone. 

Non sono un poeta dice la Misasi sono solitudine tra rocce accese dal fuoco del tramonto, rosa del deserto cariata dal vento dell’indifferenza… la speranza di chi si avvicina alla lettura di questa silloge e’ di ravvedere quell’ umiltà di chi l’ ha composta. Direttore artistico e fotografia, Anna Alfano.

Legge nel video la professoressa Mellea

 

 

Presentazione

Presentazione

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Lucia De Cicco, giornalista pubblicista

 

Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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