Sostegno alla genitorialita’ adottiva e affidataria in consultorio

Un progetto nato dall’osservazione clinica di ragazzi adottati che riscontrano maggiori problemi d’inserimento sociale, di studio e di rapporto con il genitore adottivo.

Si e’ concluso il primo ciclo di incontri tra genitori adottivi di ragazzi e non solo bambini, presso il polo sanitario dell’Unical cubo 34b. I lavori del gruppo riprenderanno a Settembre con nuovi genitori adottivi e affidatari.

A dirigere i lavori le psicologhe e psicoterapeute, dr Serafina Lavigna e dr Mariangela Martirani, di Cosenza e San Marco Argentano.

Sono intervenuti il dott. TROVATO tribunale minori di Catanzaro, dr Giampiero RUSSO, responsabile consultorio di Arcavacata, Rende Cs, Francesco Giudiceandrea, direttore sanitario Asp Cosenza, altri interventi programmati interrotti per impegni istituzionali; e’ intervenuta l’avvocata Monica Allevato già presidente della Camera Minorile di Cosenza. Sono intervenuti altri operatori del Consultorio Unical, l’ostetrica e la ginecologa Scarpelli. Intervenuto anche il giudice Francesco Eboli.

Interessanti gli interventi delle famiglie dei bambini e ragazzi adottati e protagoniste del progetto, quasi tutti hanno messo in evidenza le difficolta’ d’interazione con la scuola, che pare sempre piu’ sorda e nonostante gli aggiornamenti richiesti ai docenti.

Sono emerse delle necessita':

Dsa per tutti i ragazzi adottivi, poiché i docenti non aiutano non credendo nei percorsi alternativi.

Si e’ messo in evidenza la necessita’ di condividere l’esperienza con altre coppie adottive.

La necessita’ che i progetti vadano gestiti da una rete calata dall’alto dal MIUR  e comune a tutte le scuole.

L’iter d’idoneita’ per un genitore adottivo deve seguire una certa formazione di base, poiché il bambino adottato  e’ segnato da una storia d’  abbandono, che dura per  tutta la vita e si deve dare sostegno e non solo amore ai figli.

Scolarizzare il genitore in un gruppo di lavoro, poiché e’ nel gruppo che emerge la possibilita’ di attivare le risorse anche se poche e di far leva sulle istituzioni, che sono quasi del tutto assenti.

A fronte di cio’ le psicologhe hanno messo in evidenza di come si lavori con pochi mezzi a disposizione, di come  i parametri minimi non sono garantiti. Di come non ci sara’ un ricambio adeguato delle figure professionali con un  dislivello di una figura professionale che fara’ il lavoro di tre e con una richiesta sempre piu’ grande di interventi con liste di attesa che rasentano I due anni.

Un aspetto importante e’ quello del tribunale dei minori che rischia un accorpamento ad altri distretti, con liste d’attesa sempre piu’ ampie e tempo da dedicare ai singoli casi sempre minore. 

Ma nonostante cio’ il progetto e’ decollato e in Settembre partira’ quello delle famiglie affidatarie, altro argomento non agile per genitori e ragazzi in affido, che viaggiano con la loro pesante valigia in tre realta': famiglia d’origine, casa famiglia, genitori affidatari. In un contesto sociale di forte incertezza e precariato che amplifica i disturbi psichici aumentando la spesa pubblica in farmaci psichiatrici.

Il cerchio si e’ chiuso con una parola a testa in cui quella della Speranza e’ risuonata come un gran sospiro misto di fatica, di nuovo e di futuro, tenendo conto che un figlio cambia totalmente la vita.

sdr

Servizio by Lucia De Cicco, pubblicista 

Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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