Incontro con il poeta: Mela Zelinda al secolo Carmela Costanzo

 

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Conosciamo da vicino Mela Zelinda…poetessa e scrittrice 

Da ragazza ho frequentato una scuola di taglio e cucito di gran moda. LE GRANDE CHICH, di Bologna, in una sede staccata in Calabria, e mi sono diplomata, il diploma mi è stato spedito da Bologna. Mi piace la creatività, una cosa vecchia e usata la modifico e realizzo un qualcos’altro.

E così da creatività in creatività  siamo arrivati alla poesia?

Io ho avuto sempre la passione per lo scrivere, infatti scrivevo fin sa ragazza. Purtroppo cestinavo, non volevo che nessuno leggesse i miei pensieri, non so il perché, e così ho perso tante poesie, perché quando arriva una poesia o un pensiero in testa anche se la riscriviamo  non sarà  più uguale a prima. Poi piano piano ho iniziato a conservare i foglietti, ma li nascondevo forse per paura, che leggendoli a qualcuno non potessero piacere. Un giorno una mia amica li ha letti e mi ha detto che li avrei dovuti stampare e mai buttare, perché miei pensieri e anche interessanti.

Il tuo libro di poesie racconta anche di Zelinda divenuto una sorta di nome d’arte per te…chi è  Zelinda?

La storia inizia dai lontani anni sessanta, quando frequentavo la scuola elementare. L’insegnante aveva due nipoti, che abitavano a Zurigo e venivano due volte l’anno al paese a trovare i nonni, nelle vacanze natalizie e in quelle estive. Le due ragazze si chiamavano Rosanna e l’altra Zelinda. A me piaceva tanto quel nome e un giorno le dissi: “quanto vorrei chiamarmi Zelinda” e lei mi rispose: “e io Rosanna” e così ci siamo scambiati i nomi. Ovviamente come tutti i ragazzini  lo dissi a casa. I miei fratelli dapprima mi presero in giro, poi pian piano iniziarono pure loro a chiamarmi Zelinda. A me piaceva tanto quel nome e nello stesso tempo sognavo che anch’io un giorno sarei potuta andare al mare, essere ben vestita come loro, ma quello che sognavo di più era che i miei genitori un giorno potessero stare bene economicamente e permettersi tutte le comodità della famiglia di Zelinda. Il nome Zelinda lo portai con me fino a l’età più o meno di 15 anni poi i miei fratelli emigrarono al nord, e il nome Zelinda pian piano è andato a sparire, non c’era nessuno a chiamarmi in casa più così. 

E poi come riappare?

Il nome Zelinda è stato accantonato quasi non l’ho ricordavo più. Pochi anni fa è venuto mio fratello a trovarmi, e mi ha detto: Ciao Zelinda come va? Io mi sono emozionata non ricordavo più questo nome, mio fratello mi disse: per me sei rimasta Zelinda e da quel giorno questo nome è ritornato a galla e ora mi appartiene definitivamente.

Ma ritornando al coraggio di scrivere o meglio di pubblicare ciò che tu definisci i tuoi pensieri…

Ho fatto stampare un libro per uso famigliare e poi un altro è stato pubblicato, ho continuato a scrivere ed ho oltre 100 poesie e aforismi Adesso sto lavorando su un racconto deducato ai miei bisnonni, nonni e genitori, parla di grandi amori, di morte e di morte per amore. Ancora non è finito spero al più presto.

Hai partecipato al mondo degli incontri poetici ?

Ho partecipato a vari concorsi di poesia. Da due anni al concorso internazionale Tropea Onde mediterranee, al primo concorso con la poesia intitolata “Il percorso” inserita nell’antologia del premio edizione 2018 e il secondo anno con due poesie dal titolo: “l’abbraccio” e “l’albero spoglio” pure queste nell’antologia edizione del 2019.

Ho partecipato alla manifestazione Drapia in vernacolo organizzata sempre  dall’associazione Tropea Onde mediterranee col patrocinio dell’amministrazione comunale al castello Galluppi di Caria di Drapia, in Agosto 2019 ed ho ricevuto un attestato e partecipato all’edizione del calendario 2020.

Mela Zelinda collabora con il nostro giornale in questo periodo difficile per il nostro Paese, stretto nella morsa di un virus di origine ignota e che in pochi mesi ha invaso quasi tutto il mondo. Ci aiuta  con la sua creatività in cucina e con la poesia a tenervi compagnia e a tenerci occupati costretti da una quarantena che presto finirà un giorno all’ improvviso così come arrivata e con l’ augurio che non possa più tornare e vivere una nuova era con più consapevolezza e solidarietà, la stessa che stiamo mettendo in questo lavoro.

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Lucia De Cicco, giornalista pubblicista 

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Lucia De Cicco
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Pubblicista OdG Calabria - Presidente dell'associazione culturale Nòstos Altri articoli

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